Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi contro il semestre filtro di Medicina, confermando la decisione del Tar del Lazio e la regolarità del nuovo meccanismo di accesso. Nelle ordinanze pubblicate lo scorso 29 aprile si legge chiaramente che “L’appello cautelare sembra infondato, considerando che l’ordinanza impugnata risulta congruamente motivata”. In altre parole, il semestre filtro è da ritenersi regolare a tutti gli effetti.
Semestre filtro di Medicina: l’ordinanza del Consiglio di Stato
Come precedentemente anticipato, il meccanismo del semestre filtro introdotto a partire dal 2025 in sostituzione del vecchio test d’ingresso di Medicina, fin dai suoi esordi, ha suscitato non poche polemiche. In particolare, la decisione del Mur di aprire la graduatoria anche a chi non aveva ottenuto tre sufficienze durante gli esami conclusivi del primo semestre (d.m. n. 1115/2025) ha determinato numerosi ricorsi da parte degli studenti.
Il Tar del Lazio, tra marzo e aprile, ha rigettato la maggior parte di essi, definendo il semestre filtro legittimo e respingendo le accuse di presunta violazione dell’anonimato in sede d’esame. Nonostante tale decisione, alcuni studenti hanno deciso di presentare appello al Consiglio di Stato, che alla fine del mese scorso ha confermato l’ordinanza cautelare del Tar.
Per quanto riguarda il d.m. n.1115/2025, il Consiglio di Stato ha ribadito quanto sostenuto dal Tar. Cioè che l’ampliamento della graduatoria anche a chi non ha ottenuto la sufficienza in tutte e tre le materie propedeutiche, pur mantenendo la soglia minima di accesso di almeno una valutazione positiva, non è da considerarsi irragionevole.
Al contrario, “la finalità di tendenziale copertura dei posti disponibili deve essere necessariamente bilanciata con l’esigenza di garantire un livello minimo di preparazione accademica, non potendo tradursi nell’ammissione indiscriminata di candidati privi dei requisiti minimi richiesti”. Pertanto, “le scelte operate dall’Amministrazione si collocano nell’ambito della discrezionalità tecnica ad essa spettante e non appaiono allo stato manifestamente irragionevoli o sproporzionate”.
Il collegio osserva inoltre che “l’accoglimento dell’istanza cautelare determinerebbe un danno grave e irreparabile alla Pubblica Amministrazione, dal momento che l’accesso programmato al secondo semestre dei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, in Odontoiatria e Protesi Dentaria ed in Medicina Veterinaria risponde all’esigenza di tenere conto della capacità degli Atenei di offrire un’adeguata formazione agli studenti, valorizzando il percorso accademico intrapreso dagli studenti nel c.d. semestre filtro”.
Cosa aspettarsi in futuro
Con la conferma dell’ordinanza cautelare arrivata anche dal Consiglio di Stato, il nuovo meccanismo di accesso a Medicina viene ritenuto per ora coerente con i principi di ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa. Il semestre filtro viene inoltre ritenuto idoneo a ridurre i possibili squilibri competitivi. La libera frequenza iniziale e la prosecuzione degli studi legata al superamento degli esami rappresenterebbe per i giudici un meccanismo in grado di offrire a tutti gli studenti le stesse condizioni di partenza.
L’ordinanza cautelare, quindi, non ha solo valore accademico, ma anche politico, in quanto rafforza la riforma voluta dalla ministra Anna Maria Bernini. Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Molto probabilmente il semestre filtro rimarrà anche nei prossimi anni. Non è tuttavia da escludere che possano essere apportate alcune modifiche per superare le criticità emerse finora, come conferma la stessa Bernini. La ministra, di recente, ha infatti avviato un tavolo tecnico per monitorare ed eventualmente correggere la riforma del numero chiuso a Medicina.


