Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha aggiornato al rialzo le borse di studio per l’anno accademico 2026/2027. Con apposito decreto ha aumentato gli importi minimi dell’1,4%, adeguandoli al tasso di inflazione calcolato dall’Istat. Contemporaneamente sono stati rivisti anche i valori dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e dell’ISPE (Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente).
Università 2026/27: valori ISEE e ISPE aggiornati e nuovi importi borse di studio
Le borse di studio e le altre prestazioni di diritto allo studio per gli universitari sono concesse anche in considerazione del valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Gli studenti possono beneficiare dei contributi se il loro ISEE risulta inferiore ad una determinata soglia, che viene individuata ogni anno. Come previsto infatti dal DPCM del 9 aprile 2001 (art. 5, comma 11), il valore soglia deve essere aggiornato annualmente in base alla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati nell’anno precedente. Quest’anno tale variazione è pari all’1,4%. Per l’anno accademico 2026/2027, il Decreto Direttoriale n. 176 dello scorso 10 febbraio (176/2026) ha individuato come valori ISEE e ISPE:
- limite massimo Isee: 28.339,88 (27.948,60 euro nel 2025);
- limite massimo Ispe: 61.608,48 euro (60.757,87 nel 2025).
Anche gli importi minimi delle borse di studio riconosciute agli studenti sono aumentati. Il Decreto Direttoriale n. 175 del 10 febbraio 2026 (175/2026) ha stabilito i nuovi valori minimi. Si ricorda che il valore minimo della borsa di studio si differenzia a seconda della tipologia di studente beneficiario: in sede, pendolare o fuori sede.
Gli studenti fuori sede sono coloro che ottengono i benefici più alti, perché risiedono in un comune diverso da quello del corso, ad una distanza di almeno 60-90 minuti di viaggio con i mezzi pubblici o che hanno preso un alloggio in affitto vicino alla sede universitaria. Quindi, devono sostenere spese aggiuntive per studiare. Gli studenti pendolari risiedono in un comune diverso da quello della sede universitaria, ma la raggiungono solitamente in tempi inferiori ad un’ora. Per questo ricevono importi intermedi. Infine, gli studenti in sede sono coloro che risiedono nello stesso comune del corso o in aree limitrofe. Pertanto, ricevono contributi più bassi. Per effetto della rivalutazione e di queste distinzioni, gli importi per il 2026/27 sono cambiati come segue:
- studenti fuori sede: 7.171,11 euro nel 2026 VS 7.072,10 euro nel 2025;
- studenti pendolari: 4.190,71 euro nel 2026 VS 4.132,85 euro nel 2025;
- studenti in sede: 2.890,16 euro VS 2.850,26 euro nel 2025.
ISEE e ISPE: cosa sono e a cosa servono
L’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è lo strumento che valuta la condizione economica delle famiglie in Italia, considerando redditi, patrimoni e composizione del nucleo familiare. Si ottiene tramite la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ed è fondamentale per accedere a prestazioni sociali agevolate, bonus, tasse universitarie ridotte ed anche borse di studio universitarie.
L’ISPE, l’Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente, è il parametro che misura la ricchezza patrimoniale di un nucleo familiare, utilizzato principalmente per l’accesso a borse di studio universitarie ed altre agevolazioni. Si ottiene dividendo l’ISP (Indicatore Situazione Patrimoniale) per la scala di equivalenza (parametro statistico utilizzato per confrontare i redditi o i consumi di famiglie con numero e caratteristiche diverse, tenendo conto delle economie di scala).
Per accedere alle borse di studio universitarie sia il valore ISEE che il valore ISPE devono essere inferiori ai valori sopra indicati e deve inoltre soddisfare gli altri requisiti di merito e di residenza previsti dalla normativa. Chi vuole fare domanda per ottenere una borsa di studio per il prossimo anno accademico, come prima cosa deve chiedere l’ISEE universitario, da non confondere con quello ordinario, tramite compilazione della DSU, direttamente sul sito Inps o rivolgendosi ad un CAF o ad un professionista abilitato.


