Con l’avvento del semestre filtro a Medicina, l’obiettivo di molti studenti non è più soltanto quello di superare la selezione, ma anche di riuscire a prepararsi nelle tre materie propedeutiche, Fisica, Chimica e Biologia, facendo fronte a tempi ristretti e ad un nuovo approccio allo studio. In questo contesto l’Intelligenza Artificiale sta emergendo come uno strumento sempre più diffuso in ambito universitario, compreso il campo della formazione medica. Il suo ruolo va tuttavia analizzato con attenzione, soprattutto alla luce degli attuali limiti dei modelli linguistici (LLM), che non possono ancora sostituire un percorso di apprendimento guidato da figure esperte “reali”. AI e preparazione a Medicina L’uso dell’Intelligenza Artificiale nello studio offre indubbi vantaggi, specialmente in una fase impegnativa come quella del semestre filtro, che richiede una preparazione intensa in tempi relativamente brevi. Tra i principali punti di forza dell’AI si possono individuare: Questi elementi rendono l’AI un valido supporto, soprattutto per le esercitazioni e per un ripasso attivo da parte di chi già padroneggia gli argomenti. Inoltre, può essere un valido supporto nell’organizzazione dello studio. I limiti dell’AI per chi studia Medicina Nonostante i vantaggi, è bene sottolineare che i modelli linguistici attualmente a disposizione presentano limiti significativi. Per esempio, non sono in grado di spiegare adeguatamente temi complessi, come gli argomenti che rientrano nel programma di Medicina, a chi non li conosce. È importante, infatti, tenere a mente che l’AI: A ciò si aggiungono la questione etica, non sempre infatti è facile distinguere il lavoro umano da quello assistito, ed il rischio per la privacy, dal momento che l’AI raccoglie dati di studio e performance individuali. L’Intelligenza Artificiale può sostituire un tutor qualificato? Alla luce di quanto detto finora, appare chiaro che l’Intelligenza Artificiale non può sostituire un tutor qualificato nell’ambito della preparazione di Medicina. Sicuramente rappresenta un’innovazione utile, che offre vantaggi oggettivi per la didattica. Tuttavia, allo stato attuale, non è uno strumento sufficiente per affrontare in modo completo la preparazione a Medicina. La soluzione più efficace resta un approccio integrato: si può usare l’AI come supporto operativo (esercitazioni, ripassi ed organizzazione), ma è fondamentale affiancarla sempre ad un percorso guidato da tutor umani qualificati. In questo senso, può diventare uno strumento valido soprattutto per i docenti, i quali possono sfruttare l’Intelligenza Artificiale per monitorare l’andamento degli studenti, al fine di individuare eventuali difficoltà e fornire supporto didattico mirato.
Accesso a Medicina: respinti dal Tar i primi ricorsi contro il semestre filtro
Il Tar del Lazio, con una serie di ordinanze datate 26, 27 e 30 marzo 2026, ha respinto le domande cautelari sui ricorsi presentati contro il semestre filtro di Medicina 2025. Secondo il Tribunale amministrativo il nuovo meccanismo di accesso non presenterebbe irregolarità. Nella decisione si legge infatti che “è senz’altro possibile ritenere che il meccanismo delineato non fosse l’unico possibile attraverso cui il Ministero avrebbe potuto conseguire la copertura del contingente, ma è altresì da ritenere che le scelte adottate operino un bilanciamento non manifestamente irragionevole di tutti gli interessi in gioco”. Ricorsi semestre filtro 2025: le ordinanze del Tar del Lazio Come anticipato, il Tar del Lazio ha respinto i primi ricorsi contro il semestre filtro di Medicina. Secondo le ordinanze del Tribunale non si può intendere “manifestamente irragionevole la strutturazione di una fase di accesso basata sul superamento, con la mera sufficienza, di taluni esami universitari“. Il Tar ha dunque riconosciuto il principio per cui le prove conclusive del semestre aperto non sono dei semplici test d’ingresso, ma dei veri e propri esami universitari che influiscono sulla carriera dello studente. Mentre “in relazione ai disagi sociali evocati a sostegno di una ritenuta compressione del diritto allo studio” il Tar ha definito “del tutto generica” la denuncia di violazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Il nodo del decreto ministeriale n. 1115/2025 Tra i punti contestati all’interno dei ricorsi vi è l’introduzione del decreto ministeriale n. 1115/2025, che ha modificato in corso d’opera i criteri di formazione delle graduatorie, aprendo l’accesso anche agli studenti che non avevano ottenuto tre sufficienze agli esami, a patto di recuperare i crediti mancanti attraverso prove di esame da svolgersi presso gli atenei assegnati. In questo caso, il Tar rileva che il Ministero dell’Università e della Ricerca “non ha travolto integralmente le originarie regole della procedura introducendone altre, ma, con le nuove disposizioni, ne ha in sostanza integrato i risultati, in termini compatibili con le esigenze della par condicio concorsuale e del legittimo affidamento”, al fine di consentire ad un numero maggiore di studenti di essere inseriti in graduatoria, nel rispetto delle limitate indicazioni del legislatore. Decadenza dell’immatricolazione e presunta violazione dell’anonimato I ricorrenti hanno inoltre contestato il regime della decadenza dell’immatricolazione, che prevede la perdita del posto per gli studenti che non si immatricolano subito nella sede assegnata. A tal proposito, il Tar ha escluso la supposta irragionevolezza della norma, ritenuta necessaria per dare stabilità alle università e porre fine al problema degli scorrimenti infiniti, che per anni ha contraddistinto la graduatoria di Medicina, generando ansia e frustrazione negli stessi candidati. Al contrario, con questo nuovo meccanismo, per i giudici amministrativi viene garantita una programmazione certa, sia per gli atenei che per gli iscritti. L’altra questione sollevata riguarda la presunta violazione dell’anonimato durante le prove d’esame. Nei ricorsi si denuncia che “le etichette contenenti codici numerici non sono state apposte in apposite postazioni separate, ma al posto, per poi essere ritirate dal personale d’aula, e che, al momento della consegna del foglio risposte, il candidato avrebbe lasciato il proprio compito alla Commissione che avrebbe potuto visionare tale etichetta”, generando così il rischio di collegare il compito al candidato. Il Tribunale amministrativo precisa che “non risulta in alcun modo che al termine delle prove i compiti siano consegnati nelle mani della commissione e non chiuse negli appositi contenitori”. Nell’ordinanza si legge inoltre che se la violazione fosse vera, ciò sottintenderebbe che il personale d’aula sia in grado di memorizzare un codice numerico di 15 cifre, per poi passare l’informazione alla commissione, che a sua volta dovrebbe avere la possibilità di alterare il risultato. Cosa succede adesso? Secondo il Tar del Lazio, il nuovo meccanismo d’accesso a Medicina è da intendersi del tutto legittimo. Resta ovviamente la possibilità per gli studenti di fare ricorso in appello davanti al Consiglio di Stato. Ad ogni modo, per i giudici amministrativi il criterio di selezione adottato nell’ambito del semestre filtro è coerente con la necessità di programmare gli accessi in base alla capacità ricettiva degli atenei e alla qualità della formazione. Si conferma altresì che può entrare nelle graduatorie, e quindi proseguire gli studi accedendo al secondo semestre, solo chi ha superato gli esami e i relativi recuperi dei crediti formativi.
Test Medicina Cattolica 2026, ultima chiamata il 17 e 18 aprile
Nell’attesa di sapere se il semestre filtro di Medicina sarà riconfermato nelle stesse modalità anche per il prossimo anno, le università private sono già alle prese con i test d’ingresso per l’anno accademico 2026/2027. Anche all’Università Cattolica del Sacro Cuore si è già tenuto il primo appello (27 e 28 febbraio 2026). Il secondo appello, invece, avrà luogo il 17 e 18 aprile 2026. Per questo turno le iscrizioni al test sono ancora aperte fino alle ore 23.59 del 31 marzo 2026. Test Medicina Cattolica 2026: posti disponibili, date e iscrizioni L’Università Cattolica del Sacro Cuore, per l’anno accademico 2026/2027, ha messo a disposizione 480 posti a Medicina e Chirurgia, 40 posti a Odontoiatria e Protesi dentaria e 90 posti a Medicina e Chirurgia a indirizzo tecnologico (interateneo con l’Università degli Studi Roma Tre). Per iscriversi al secondo turno del test d’ingresso, che si svolgerà il 17 e il 18 aprile 2026, c’è ancora tempo fino al prossimo 31 marzo. Coloro che si sono iscritti nel periodo compreso tra il 28 gennaio e il 17 febbraio 2026 non devono compiere nessun’altra operazione. Saranno semplicemente convocati nelle sessioni già prenotate in fase di iscrizione. Qualora si intenda modificare la sede o la sessione in cui svolgere la prova del secondo turno, occorre fare di nuovo accesso al portale entro il 31 marzo 2026, verificare le nuove disponibilità ed eseguire una nuova prenotazione che andrà a sostituire quella precedente. Chi ha già preso parte al primo turno di febbraio non può modificare la selezione dei corsi di laurea per cui si concorre. Per perfezionare l’iscrizione bisogna versare la quota di partecipazione, pari a 250 euro, e può partecipare alla prova d’ammissione solo chi è in possesso di diploma italiano o estero e chi è iscritto all’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado in Italia o all’estero, purché si consegua il titolo entro e non oltre il 31 luglio 2026. Modalità d’esame, punteggi e graduatorie Le prove d’ammissione sono erogate in presenza, in modalità computer-based multisessione, presso le sedi individuate dall’Università a Roma, Milano, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Catania, Palermo e Cagliari. L’elenco generale delle convocazioni del secondo turno sarà pubblicato a partire dal 10 aprile 2026. Il test d’ingresso dell’Università Cattolica consta di 65 quesiti a risposta multipla, con cinque opzioni ciascuno, di cui soltanto una è la risposta esatta. Le domande vertono sui seguenti argomenti: Per rispondere alle domane i candidati avranno a disposizione 65 minuti di tempo, più 6 minuti per i cosiddetti “quesiti di riserva”. Vale a dire 6 domande assegnate automaticamente dalla piattaforma d’esame (uno per ciascuna materia), che servono a garantire la par condicio, la trasparenza e l’imparzialità. È bene precisare che tali quesiti non concorrono alla valutazione ordinaria della prova. Sono presi in considerazione solo nel caso in cui, dopo lo svolgimento delle sessioni previste, emerga un’anomalia in uno o più quesiti che renda necessario l’annullamento degli stessi. Per quanto riguarda la valutazione, è attribuito 1 punto per ogni risposta esatta, -0,25 per le risposte sbagliate e 0 per quelle non date. Per essere ammessi a ciascun corso di laurea è necessario, ma non sufficiente totalizzare almeno 20 punti su 65. I punteggi conseguiti al secondo turno del test d’ingresso di Medicina 2026/27 saranno pubblicati dal 23 aprile 2026. Dal 4 maggio 2026 saranno rese note le graduatorie finali. Le pre-immatricolazioni dovranno invece essere perfezionate dal 4 all’11 maggio 2026. Infine, le immatricolazioni dovranno concludersi tra l’1 e il 27 luglio 2026. Se vuoi conoscere anche tutte le informazioni utili per il test d’ingresso di Medicina 2026 dell’Università San Raffaele, non perderti il nostro precedente articolo.
Test Medicina 2026 San Raffaele: tutte le informazioni utili
Il mese prossimo si terrà il test d’ingresso di Medicina 2026 anche all’Università Vita-Salute San Raffaele. Per lo svolgimento della prova sono previste due sessioni. La prima l’8 e il 9 aprile 2026, alle ore 15.00, e la seconda il 27 e il 28 aprile 2026, sempre alle ore 15.00. Per procedere con l’iscrizione, occorre fare accesso online al UniSR Admission Portal, a partire dal 4 febbraio fino alle ore 12.00 dell’1 aprile 2026, e versare la quota di partecipazione di 300 euro, valida per entrambi i turni. L’importo non sarà rimborsato, a prescindere dalle motivazioni dell’eventuale rinuncia. Al momento dell’iscrizione, sarà inoltre chiesto ai candidati di indicare la propria preferenza in relazione al corso di studi, ai fini della successiva pubblicazione della graduatoria e dell’immatricolazione ai corsi. È possibile modificare le preferenze solo fino alla chiusura delle iscrizioni al test. Posti disponibili, requisiti e prova Per l’anno accademico 2026/2027, l’Università San Raffaele ha messo a disposizione 750 posti per Medicina e Chirurgia e 60 per Odontoiatria e Protesi dentaria. Sono ammessi alla prova tutti i cittadini italiani, i cittadini comunitari e i cittadini non comunitari equiparati, iscritti all’ultimo anno di scuola superiore secondaria o che siano già in possesso del relativo titolo di studio. I candidati in possesso di un diploma conseguito all’estero o iscritti all’ultimo anno di una scuola superiore internazionale e/o estera possono partecipare alla prova di ammissione previa verifica dei requisiti. La prova d’accesso a Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria si svolgerà in modalità home-based, da una postazione in uso al candidato e mediante una piattaforma di sorveglianza a distanza. Il giorno del test i candidati dovranno collegarsi e, una volta completate le verifiche tecniche e le procedure di identificazione, potranno selezionare la voce “Inizia il Test”. Conclusa la prova, gli studenti dovranno effettuare il “Logout” e cliccare sul tasto “Fine Prova”. Qualora un candidato dovesse terminare il test prima della fine del tempo a disposizione potrà selezionare “Chiudi il test” e, successivamente, fare “Logout” e “Fine prova”. La prova di ammissione, della durata di 60 minuti, è composta da 60 domande a risposta multipla, così suddivise: Si ricorda che il 10% delle domande è formulato in lingua inglese. Per garantire la trasparenza e l’imparzialità dell’esame, l’Università San Raffaele precisa nel suo bando che i quesiti sono estratti da un archivio di proprietà dell’ateneo stesso, mediante procedura randomizzata e a cura di un soggetto esterno qualificato. Al termine del test ogni candidato dovrà rispondere ad altri 6 quesiti, in un tempo proporzionale al tempo complessivo della prova. I quesiti di riserva non concorrono alla votazione, ma servono solo se si dovesse verificare un’anomalia con qualcuna delle domande ufficiali della prova. Punteggio e graduatoria Per stilare la graduatoria, ogni candidato viene valutato con un punteggio, ottenuto in base alle risposte fornite. In particolare, è attribuito 1 punto ad ogni risposta esatta, -0,25 alle risposte errate e 0 a quelle mancate. Qualora un candidato abbia sostenuto entrambe le sessioni di prova, sarà considerato il punteggio migliore. In caso di parità di punteggio, prevale lo studente che ha ottenuto un punteggio più alto in Biologia, Chimica e Fisica, in ordine decrescente. Se si dovesse verificare un’ulteriore parità, sarà attribuito un punteggio superiore al candidato anagraficamente più giovane. Entro 15 giorni dalla fine dell’ultima sessione di prova saranno pubblicate in forma anonima le graduatorie di merito, stilate sulla base della prima preferenza espressa dal candidato. Si ricorda che la graduatoria di prima preferenza non dà automaticamente diritto all’accesso alle procedure di immatricolazione. Tutti i candidati presenti nella graduatoria di prima preferenza dovranno esprimere la propria volontà di immatricolazione online seguendo l’apposita procedura, che sarà operativa a partire dall’8 giugno 2026. Solo a questo punto saranno stilate le graduatorie definitive (Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi dentaria), che verranno pubblicate entro e non oltre il 30 giugno 2026. Gli studenti in posizione utile, potranno quindi procedere con l’immatricolazione dall’1 al 20 luglio 2026 (fino alle ore 12.00). Dal 21 luglio 2026 avranno invece inizio gli scorrimenti. Per ulteriori informazioni, si consiglia di consultare il bando completo. In questo articolo puoi inoltre trovare tutte le informazioni per il test d’ingresso di Medicina 2026 dell’Università Cattolica.
Medicina 2025/26: non sono passato, cosa succede adesso?
Tra la fine di gennaio e i primi giorni di marzo si sono concluse le sessioni di recupero dei debiti nelle tre materie propedeutiche del semestre filtro (Fisica, Chimica e Biologia) e le università hanno già dato inizio al secondo semestre. Ma che cosa succede se non si è riusciti ad entrare a Medicina? Cosa succede se non sono entrato a Medicina Ogni ateneo tra la fine di gennaio e i primi di marzo ha organizzato in autonomia i corsi e gli esami di recupero per gli studenti che sono entrati in graduatoria con uno o più debiti nelle materie propedeutiche del semestre filtro. Chi però non è riuscito ad entrare a Medicina cosa deve fare adesso? La normativa attuale tutela il percorso accademico dello studente. Chi infatti non è riuscito ad entrare a Medicina può procedere con l’immatricolazione in uno dei corsi affini. È bene ricordare che anche per chi alla fine decide di iscriversi ad un corso affine il recupero dei debiti resta fondamentale. Infatti, i crediti già acquisiti durante il semestre filtro vengono riconosciuti dall’università, così da dover evitare di ripetere esami già superati e perdere ulteriore tempo ed energie. In questo modo, non si rischia di rimanere fermi un anno, nell’attesa eventualmente di ripetere il semestre filtro. Come stabilito da decreto ministeriale, rientrano nei corsi affini tutti i corsi di studio afferenti alla Classe delle Lauree in Biotecnologie (L-2), alla Classe delle Lauree in Scienze Biologiche (L-13), alla Classe delle Lauree Magistrali a Ciclo Unico in Farmacia e Farmacia Industriale (LM-13), alla Classe delle Lauree in Scienze Zootecniche e Tecnologie delle Produzioni Animali (L-38) e i corsi di studio afferenti alle Classi delle Lauree per le Professioni sanitarie, solo corsi con basso rapporto iscritti/posti disponibili, vale a dire: Come avviene la procedura di convalida dei crediti Dal momento che gli esami del semestre filtro sono stati pensati in modo tale da risultare standardizzati a livello nazionale, la loro convalida è quasi sempre garantita, ma non automatica. In questa fase, le università verificano che il codice dell’esame coincida tra quello del semestre filtro e quello del piano di studi del corso affine. Se il numero di crediti da acquisire in quella materia è lo stesso, il riconoscimento è totale. Se invece il corso affine ne prevede di più, potrebbe essere necessario sostenere un’integrazione. Si tratta tuttavia di un’ipotesi rara. La procedura di convalida dei crediti maturati durante il primo semestre non è necessariamente sempre la stessa. In generale, però, segue questi passaggi: Un altro aspetto fondamentale dei corsi affini è che pure il voto viene mantenuto durante il passaggio dal semestre filtro. Si ricorda, infine, che anche chi si immatricola ad un corso affine con ancora qualche debito può comunque convalidare i singoli esami superati. Durante il corso affine ci si dovrà quindi preoccupare di ripetere solo l’esame insufficiente e poi proseguire con le altre materie. L’anno seguente si può tornare a Medicina? Come abbiamo già detto, chi passa ad uno dei corsi affini potrà decidere eventualmente di tornare a Medicina e di ripetere il semestre filtro. Si consiglia in ogni caso di consultare il regolamento delle singole università, poiché in qualche caso potrebbe essere richiesta la presentazione dei programmi d’esame per confermare la compatibilità tra le materie.
Università, borse di studio 2026/27: nuovi importi e limiti ISEE
Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha aggiornato al rialzo le borse di studio per l’anno accademico 2026/2027. Con apposito decreto ha aumentato gli importi minimi dell’1,4%, adeguandoli al tasso di inflazione calcolato dall’Istat. Contemporaneamente sono stati rivisti anche i valori dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e dell’ISPE (Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente). Università 2026/27: valori ISEE e ISPE aggiornati e nuovi importi borse di studio Le borse di studio e le altre prestazioni di diritto allo studio per gli universitari sono concesse anche in considerazione del valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Gli studenti possono beneficiare dei contributi se il loro ISEE risulta inferiore ad una determinata soglia, che viene individuata ogni anno. Come previsto infatti dal DPCM del 9 aprile 2001 (art. 5, comma 11), il valore soglia deve essere aggiornato annualmente in base alla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati nell’anno precedente. Quest’anno tale variazione è pari all’1,4%. Per l’anno accademico 2026/2027, il Decreto Direttoriale n. 176 dello scorso 10 febbraio (176/2026) ha individuato come valori ISEE e ISPE: Anche gli importi minimi delle borse di studio riconosciute agli studenti sono aumentati. Il Decreto Direttoriale n. 175 del 10 febbraio 2026 (175/2026) ha stabilito i nuovi valori minimi. Si ricorda che il valore minimo della borsa di studio si differenzia a seconda della tipologia di studente beneficiario: in sede, pendolare o fuori sede. Gli studenti fuori sede sono coloro che ottengono i benefici più alti, perché risiedono in un comune diverso da quello del corso, ad una distanza di almeno 60-90 minuti di viaggio con i mezzi pubblici o che hanno preso un alloggio in affitto vicino alla sede universitaria. Quindi, devono sostenere spese aggiuntive per studiare. Gli studenti pendolari risiedono in un comune diverso da quello della sede universitaria, ma la raggiungono solitamente in tempi inferiori ad un’ora. Per questo ricevono importi intermedi. Infine, gli studenti in sede sono coloro che risiedono nello stesso comune del corso o in aree limitrofe. Pertanto, ricevono contributi più bassi. Per effetto della rivalutazione e di queste distinzioni, gli importi per il 2026/27 sono cambiati come segue: ISEE e ISPE: cosa sono e a cosa servono L’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è lo strumento che valuta la condizione economica delle famiglie in Italia, considerando redditi, patrimoni e composizione del nucleo familiare. Si ottiene tramite la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ed è fondamentale per accedere a prestazioni sociali agevolate, bonus, tasse universitarie ridotte ed anche borse di studio universitarie. L’ISPE, l’Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente, è il parametro che misura la ricchezza patrimoniale di un nucleo familiare, utilizzato principalmente per l’accesso a borse di studio universitarie ed altre agevolazioni. Si ottiene dividendo l’ISP (Indicatore Situazione Patrimoniale) per la scala di equivalenza (parametro statistico utilizzato per confrontare i redditi o i consumi di famiglie con numero e caratteristiche diverse, tenendo conto delle economie di scala). Per accedere alle borse di studio universitarie sia il valore ISEE che il valore ISPE devono essere inferiori ai valori sopra indicati e deve inoltre soddisfare gli altri requisiti di merito e di residenza previsti dalla normativa. Chi vuole fare domanda per ottenere una borsa di studio per il prossimo anno accademico, come prima cosa deve chiedere l’ISEE universitario, da non confondere con quello ordinario, tramite compilazione della DSU, direttamente sul sito Inps o rivolgendosi ad un CAF o ad un professionista abilitato.
Semestre filtro Medicina: quali sono le prospettive per l’a.a. 2026/27?
Mentre il secondo semestre di Medicina 2025/26 sta ormai iniziando in tutta Italia, molti studenti si stanno domandando se per l’a.a. 2026/27 il meccanismo del semestre filtro introdotto lo scorso settembre sarà riconfermato nella forma attuale. Online hanno già cominciato a circolare alcune indiscrezioni in merito. Cerchiamo quindi di fare il punto della situazione su ciò che sappiamo finora. Medicina 2026/27: come potrebbe cambiare il semestre filtro? Negli scorsi giorni, alcuni studenti hanno scritto alla nostra redazione per sapere se anche nel prossimo anno accademico resterà in vigore il meccanismo del semestre filtro a Medicina. A tal proposito, è bene precisare che il semestre filtro fa parte di una riforma strutturale dell’accesso a Medicina, introdotta in Italia a partire dall’a.a. 2025/26, tramite decreto legislativo (D.Lgs. n. 71/2025) e relativi decreti ministeriali (come il DM 418/2025 e altri atti attuativi). Dallo scorso anno tutti gli studenti che vogliono frequentare i corsi di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria e Medicina Veterinaria possono iscriversi liberamente al primo semestre aperto a tutti e sostenere alla fine gli esami di Biologia, Chimica e Fisica. Al termine di quel semestre, gli esami sostenuti concorrono ad individuare una graduatoria nazionale di merito e solo chi si colloca in posizione utile può accedere al secondo semestre del corso di laurea. Trattandosi quindi di una riforma strutturale, al momento non è previsto alcune ritorno al vecchio test di ingresso. Sono però in corso delle discussioni politiche e tecniche, che mirano ad apportare alcune modifiche al semestre filtro, alla luce delle criticità emerse nel corso del suo primo anno di attuazione. Nei mesi scorsi la stessa ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini si sarebbe detta aperta alla possibilità di valutare degli aggiustamenti per quanto riguarda la durata delle lezioni, la modifica di alcune regole d’esame e della valutazione dei debiti. Online si è anche sentito parlare di un possibile dimezzamento degli argomenti d’esame. Un’ipotesi molto ottimistica che, però, ad oggi non è supportata da alcun ragionamento a livello ministeriale. Bisogna infatti ricordare che, poiché gli esami devono essere da 6 crediti ciascuno, è praticamente impossibile che possa essere effettuato un dimezzamento degli argomenti da studiare. Al massimo ci si può aspettare un piccolo ritocco. Va tuttavia sottolineato che niente di tutto ciò è per ora confermato. L’incontro degli studenti con la ministra Bernini Negli scorsi giorni diversi rappresentanti degli studenti hanno incontrato la ministra Bernini per discutere delle principali criticità del sistema accademico, con particolare riferimento al semestre filtro di Medicina. Secondo diversi sindacati studenteschi, il nuovo meccanismo di accesso avrebbe rivelato fin dall’inizio diverse criticità strutturali. Tra le varie circostanze al centro delle critiche si possono citare le disomogeneità territoriali, la compressione dei tempi tra la didattica e le prove d’esame, la non uniforme applicazione delle tutele per studenti con DSA, le regole cambiate in corso d’opera e l’ampia discrezionalità sui trasferimenti. A ciò si aggiunge un altro problema giudicato dagli studenti inaccettabile: la presenza di posti rimasti vacanti in graduatoria. Di tutta risposta la ministra, stando sempre a quanto riferito da diverse associazioni studentesche, avrebbe riconosciuto alcune delle criticità segnalate a proposito del semestre filtro e si sarebbe impegnata ad intervenire con degli aggiustamenti, specialmente sulla questione dei posti vacanti in graduatoria. Tuttavia, come anticipato all’inizio dell’articolo, non è stata garantita alcuna modifica puntuale al semestre filtro né al nuovo sistema d’ammissione a medicina, odontoiatria e veterinaria.
Medicina 2025/26, dal semestre filtro alla graduatoria: a che punto siamo
Il secondo semestre di Medicina 2025/26 sta ormai per cominciare. Ciononostante i dubbi e le criticità legate al semestre filtro risultano tutt’altro che superate. Molti studenti sono infatti alle prese con i ricorsi, mentre più di 5 mila candidati sono rimasti esclusi dalla graduatoria, sebbene abbiano superato almeno una prova su tre al termine delle lezioni. Medicina 2025/26: i punti critici del semestre filtro Nel suo primo anno di introduzione, il semestre filtro ha generato molteplici problematiche sotto vari punti di vista. Innanzitutto, avrebbe dovuto rappresentare la fine del numero chiuso a Medicina. In realtà è servito soltanto a posticipare la selezione dopo l’esame nelle tre materie propedeutiche (Fisica, Chimica e Biologia). Il nuovo meccanismo ha inoltre evidenziato una serie di criticità, in particolare per quanto riguarda l’esame di Fisica e il cosiddetto decreto riparatore (DM 1115/2025). Entrambi gli appelli d’esame hanno registrato elevati tassi di bocciatura in Fisica, mentre il tentativo in extremis di non lasciare scoperti posti a Medicina, aprendo la graduatoria anche a chi aveva ottenuto una o più insufficienze ed introducendo il meccanismo dei debiti formativi, ha finito in alcuni casi con il “penalizzare” qualche studente. Infatti, il nuovo sistema a fasce della graduatoria, sebbene abbia garantito quasi sempre un’assegnazione meritocratica dei posti disponibili, assicurando l’accesso a Medicina agli studenti con i punteggi più alti, ha sfavorito qualche studente che si è visto superare nell’assegnazione della sede preferita da candidati con punteggi talvolta più bassi. La nuova logica degli scorrimenti In passato, gli scorrimenti continui della graduatoria di Medicina hanno garantito la copertura di tutti i posti disponibili. Inoltre, grazie a questo meccanismo gli studenti avevano maggiori probabilità di accedere a posizione più alte o di iscriversi presso la propria sede preferita, semplicemente aspettando qualche settimana. Con l’introduzione del semestre filtro gli scorrimenti sono venuti quasi del tutto meno e sono stati sostituiti da fasi di assegnazione piuttosto rigide: La graduatoria di Medicina è risultata dunque “completa” già durante la prima fase di assegnazione. Da quel momento in poi chi è rimasto fuori ha ricevuto un’assegnazione solo in caso di rinuncia effettiva da parte di un altro studente. Così facendo, si sono ridotte significativamente le possibilità di recupero per gli studenti tagliati fuori dalla prima assegnazione. Non bisogna però dimenticare che l’esito degli esami di recupero potrebbe ancora influire sulla graduatoria nazionale finale. Il problema dei posti vacanti Ci sarebbe poi un altro problema legato all’algoritmo che regola l’assegnazione dei posti in graduatoria. In teoria sarebbe stato pensato per riempire tutte le disponibilità in base alle preferenze indicate dai candidati in fase di iscrizione. Nella pratica molti studenti si sono trovati bloccati, anche se in graduatoria ci sarebbero ancora dei posti liberi non assegnati. In altre parole, l’algoritmo non starebbe gestendo in modo opportuno le rinunce, dal momento che non ridistribuisce i posti che man mano vengono lasciati vacanti.