Nell’ambito dei ricorsi contro il semestre filtro di Medicina, sono arrivate delle nuove ordinanze cautelari del Tar del Lazio. Una in particolare rappresenta un importante punto di svolta, dal momento che chiede chiarimenti al Mur, al Cineca e ai singoli atenei sulle modalità di correzione dei test e sull’assegnazione delle sedi. Nelle recenti ordinanze, il Tribunale amministrativo si è inoltre espresso positivamente nei confronti della sede di Tirana, in Albania, del corso di Medicina dell’Università Tor Vergata di Roma. Secondo alcuni studenti, sulla piattaforma Universitaly non sarebbe stato indicato chiaramente che tale sede si trovasse all’estero. Al contrario, per il Tar la denominazione indicata sul portale conteneva esplicitamente ogni riferimento geografico. Medicina, correzione test e assegnazione sedi: il Tar chiede chiarimenti Con un’ordinanza del 20 aprile 2026, il Tar del Lazio ha chiesto un’istruttoria nei confronti del Mur, del Cineca e di alcuni atenei italiani per fare luce sui meccanismi dei test finali del semestre filtro di Medicina. Nello specifico, ha chiesto chiarimenti sul sistema di correzione delle prove e sulla modalità di formazione delle graduatorie, al fine delle assegnazioni delle sedi. Alcuni ricorrenti lamentano infatti di non essere stati ammessi nella sede scelta come prima preferenza, quando è stata consentita l’assegnazione presso la medesima sede di “candidati con punteggi e posizione deteriore”. Per il Tar questo punto rappresenta una “difficoltà oggettiva, e non meramente soggettiva”. Pertanto, ha disposto che il Ministero, il Cineca e le università coinvolte forniscano “documentati chiarimenti in merito al criterio oggettivamente difforme rispetto a quello stabilito nell’Allegato 1 al d.m. n. 1115/2025”. Inoltre, ha richiesto che venga chiarito il modo “con cui sono state predisposte e/o approvate le domande da somministrare ai candidati in occasione della prova in questione, e le relative opzioni di risposta” e che vengano forniti “verbali e/o report di correzione redatti dal Cineca (lettura ottica, rilevazione informatizzata, errori di lettura), nonché degli atti relativi all’intervento manuale dei docenti sulle risposte a completamento non correttamente interpretate dal software”. Per i legali dei ricorrenti, questo passaggio sarebbe di grande rilevanza dal punto di vista processuale, in quanto in discontinuità rispetto alle ordinanze precedenti, in cui le contestazioni erano state respinte. Le implicazioni per i candidati potrebbero quindi essere significative, poiché viene formalmente riconosciuta la necessità di verificare la correttezza dell’intera procedura di selezione, aprendo la strada a possibili rivalutazioni. In attesa di ulteriori sviluppi, il Tar del Lazio ha fissato una nuova udienza cautelare il prossimo 10 giugno. Respinto il ricorso contro la sede di Tirana In un’altra ordinanza, sempre datata 20 aprile 2026, il Tar respinge il ricorso contro la sede di Tirana, in Albania, del corso di Medicina dell’Università Tor Vergata di Roma, giudicandola legittima. “La denominazione della sede riportata nella piattaforma Universitaly (Medicina Roma Tor Vergata Tirana) indicava chiaramente ed inequivocabilmente la collocazione geografica del corso nella città di Tirana, trattandosi di circostanza di immediata e comune conoscenza che Tirana è la capitale della Repubblica di Albania e dunque sede estera, sicché non appare configurabile alcuna lesione del principio di trasparenza sotto il profilo della localizzazione del corso, essendo del tutto irragionevole sostenere che un candidato di media diligenza potesse ritenere che Tirana fosse una sede italiana”. Gli studenti che hanno inserito tale sede tra le proprie preferenze lo hanno quindi fatto consapevolmente e volontariamente. Per quanto riguarda infine la questione della differente contribuzione studentesca applicata in Albania rispetto a quella applicata in Italia, il Tar precisa che il problema è già stato superato. “Agli studenti iscritti al corso presso la sede di Tirana per l’anno accademico 2025/2026 sarà applicata la tassazione universitaria secondo i criteri italiani legati all’ISEE, con conseguente equiparazione del trattamento contributivo degli studenti assegnati alla sede di Tirana con quello applicato agli studenti immatricolati presso la sede di Roma”. Il fatto che l’equiparazione economica sia stata garantita solo per questo anno accademico non rappresenta per i giudici un “un vizio di legittimità dell’assegnazione”, dato che nemmeno “per gli studenti assegnati ad altre sedi italiane sussiste una garanzia vincolante di invarianza della contribuzione per l’intero ciclo di studi”.
Semestre filtro o IMAT: quale percorso scegliere per studiare Medicina?
Sono tanti gli aspiranti medici che ogni anno si domandano se sia meglio studiare Medicina in italiano oppure in inglese. Un dubbio più che lecito, soprattutto dopo l’introduzione del semestre filtro. Il Ministero dell’Università e della Ricerca, a partire dall’anno accademico 2025/2026, ha infatti sostituito per Medicina in italiano il vecchio test d’ingresso a risposta multipla con il meccanismo del semestre aperto. Un periodo in cui gli studenti si preparano nelle tre materie propedeutiche (Chimica, Fisica e Biologia) per poi sostenere le relative prove d’esame che fungono da selezione. Attualmente, la nuova modalità d’accesso non riguarda né le università private, né Medicina in inglese (IMAT). Motivo per cui scegliere quale corso di laurea frequentare è diventato ancora più importante. Semestre filtro VS IMAT Come abbiamo anticipato, il semestre filtro consente l’accesso libero al primo semestre di Medicina. Durante questi mesi, gli studenti si preparano in Chimica, Fisica e Biologia, al fine di sostenere le relative prove d’esame. In base ai risultati ottenuti nelle materie propedeutiche viene poi stilata la graduatoria nazionale. Solo chi rientra nei posti disponibili può accedere al secondo semestre e continuare effettivamente a studiare Medicina. Questa modalità di selezione richiede costanza nello studio, capacità di adattarsi ai nuovi ritmi universitari ed un buon rendimento nel medio periodo. Un vantaggio da non sottovalutare è che il semestre filtro permette di iscriversi ad uno dei corsi affini, con la possibilità che vengano anche riconosciuti i crediti acquisiti, qualora non si entrasse in graduatoria, così da non perdere l’anno. Da un lato potrebbe quindi sembrare la scelta migliore. Tuttavia, c’è il rischio concreto di non superare la selezione e di dover cambiare corso di laurea dopo alcuni mesi in cui ci si è già dedicati alla preparazione di Medicina. L’IMAT, invece, è il test di accesso ai corsi di Medicina in inglese in Italia. Consiste in una prova a risposta multipla, simile al vecchio “quizzone” di Medicina, che si svolge in un’unica giornata. Le domande vertono su argomenti di Logica, Cultura generale, Chimica, Fisica, Biologia e Matematica. In questo caso, è importante prepararsi in modo strategico su tutte le discipline, saper gestire bene il tempo ed avere familiarità con la struttura e le domande dei test d’ingresso. Una volta sostenuta la prova, viene stilata la graduatoria nazionale che determina subito chi accede alla facoltà e chi invece resta escluso. È quindi meglio tentare il semestre filtro o puntare direttamente sull’IMAT? Ovviamente non c’è una risposta univoca a questa domanda. Se si preferisce uno studio continuo nel tempo, si rende meglio negli esami universitari piuttosto che nei test a risposta multipla e si vuole avere un eventuale piano B a disposizione, allora è meglio optare per Medicina in italiano. Chi è più bravo nei quiz, non vuole perdere tempo con mesi di studio ma preferisce partecipare ad un’unica prova iniziale e, ovviamente, ha una buona preparazione in inglese, può tranquillamente scegliere l’IMAT. In questo caso è bene ricordare che, se non si supera il test, non resta che ritentare l’ingresso l’anno successivo. In alternativa, si può scegliere un altro corso di laurea, non necessariamente collegato a Medicina. Altri fattori da considerare Tra gli altri aspetti da non sottovalutare nella scelta ci sono anche: Sicuramente l’IMAT dà accesso a corsi internazionali, spesso con possibilità di mobilità all’estero ed accesso ad un ambiente più internazionale. Tuttavia, i costi possono essere più elevati e la competizione più alta. Quando ci si trova a scegliere fra i due corsi di laurea è dunque importante prendere in considerazione ogni aspetto, evitando di commettere alcuni errori comuni. Ad esempio, pensare che il test d’ingresso di IMAT sia più facile o che a Medicina in italiano non ci sia più il numero chiuso dopo l’introduzione del semestre filtro.
Studiare Medicina con l’AI serve davvero? Pro e contro
Con l’avvento del semestre filtro a Medicina, l’obiettivo di molti studenti non è più soltanto quello di superare la selezione, ma anche di riuscire a prepararsi nelle tre materie propedeutiche, Fisica, Chimica e Biologia, facendo fronte a tempi ristretti e ad un nuovo approccio allo studio. In questo contesto l’Intelligenza Artificiale sta emergendo come uno strumento sempre più diffuso in ambito universitario, compreso il campo della formazione medica. Il suo ruolo va tuttavia analizzato con attenzione, soprattutto alla luce degli attuali limiti dei modelli linguistici (LLM), che non possono ancora sostituire un percorso di apprendimento guidato da figure esperte “reali”. AI e preparazione a Medicina L’uso dell’Intelligenza Artificiale nello studio offre indubbi vantaggi, specialmente in una fase impegnativa come quella del semestre filtro, che richiede una preparazione intensa in tempi relativamente brevi. Tra i principali punti di forza dell’AI si possono individuare: Questi elementi rendono l’AI un valido supporto, soprattutto per le esercitazioni e per un ripasso attivo da parte di chi già padroneggia gli argomenti. Inoltre, può essere un valido supporto nell’organizzazione dello studio. I limiti dell’AI per chi studia Medicina Nonostante i vantaggi, è bene sottolineare che i modelli linguistici attualmente a disposizione presentano limiti significativi. Per esempio, non sono in grado di spiegare adeguatamente temi complessi, come gli argomenti che rientrano nel programma di Medicina, a chi non li conosce. È importante, infatti, tenere a mente che l’AI: A ciò si aggiungono la questione etica, non sempre infatti è facile distinguere il lavoro umano da quello assistito, ed il rischio per la privacy, dal momento che l’AI raccoglie dati di studio e performance individuali. L’Intelligenza Artificiale può sostituire un tutor qualificato? Alla luce di quanto detto finora, appare chiaro che l’Intelligenza Artificiale non può sostituire un tutor qualificato nell’ambito della preparazione di Medicina. Sicuramente rappresenta un’innovazione utile, che offre vantaggi oggettivi per la didattica. Tuttavia, allo stato attuale, non è uno strumento sufficiente per affrontare in modo completo la preparazione a Medicina. La soluzione più efficace resta un approccio integrato: si può usare l’AI come supporto operativo (esercitazioni, ripassi ed organizzazione), ma è fondamentale affiancarla sempre ad un percorso guidato da tutor umani qualificati. In questo senso, può diventare uno strumento valido soprattutto per i docenti, i quali possono sfruttare l’Intelligenza Artificiale per monitorare l’andamento degli studenti, al fine di individuare eventuali difficoltà e fornire supporto didattico mirato.
Accesso a Medicina: respinti dal Tar i primi ricorsi contro il semestre filtro
Il Tar del Lazio, con una serie di ordinanze datate 26, 27 e 30 marzo 2026, ha respinto le domande cautelari sui ricorsi presentati contro il semestre filtro di Medicina 2025. Secondo il Tribunale amministrativo il nuovo meccanismo di accesso non presenterebbe irregolarità. Nella decisione si legge infatti che “è senz’altro possibile ritenere che il meccanismo delineato non fosse l’unico possibile attraverso cui il Ministero avrebbe potuto conseguire la copertura del contingente, ma è altresì da ritenere che le scelte adottate operino un bilanciamento non manifestamente irragionevole di tutti gli interessi in gioco”. Ricorsi semestre filtro 2025: le ordinanze del Tar del Lazio Come anticipato, il Tar del Lazio ha respinto i primi ricorsi contro il semestre filtro di Medicina. Secondo le ordinanze del Tribunale non si può intendere “manifestamente irragionevole la strutturazione di una fase di accesso basata sul superamento, con la mera sufficienza, di taluni esami universitari“. Il Tar ha dunque riconosciuto il principio per cui le prove conclusive del semestre aperto non sono dei semplici test d’ingresso, ma dei veri e propri esami universitari che influiscono sulla carriera dello studente. Mentre “in relazione ai disagi sociali evocati a sostegno di una ritenuta compressione del diritto allo studio” il Tar ha definito “del tutto generica” la denuncia di violazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Il nodo del decreto ministeriale n. 1115/2025 Tra i punti contestati all’interno dei ricorsi vi è l’introduzione del decreto ministeriale n. 1115/2025, che ha modificato in corso d’opera i criteri di formazione delle graduatorie, aprendo l’accesso anche agli studenti che non avevano ottenuto tre sufficienze agli esami, a patto di recuperare i crediti mancanti attraverso prove di esame da svolgersi presso gli atenei assegnati. In questo caso, il Tar rileva che il Ministero dell’Università e della Ricerca “non ha travolto integralmente le originarie regole della procedura introducendone altre, ma, con le nuove disposizioni, ne ha in sostanza integrato i risultati, in termini compatibili con le esigenze della par condicio concorsuale e del legittimo affidamento”, al fine di consentire ad un numero maggiore di studenti di essere inseriti in graduatoria, nel rispetto delle limitate indicazioni del legislatore. Decadenza dell’immatricolazione e presunta violazione dell’anonimato I ricorrenti hanno inoltre contestato il regime della decadenza dell’immatricolazione, che prevede la perdita del posto per gli studenti che non si immatricolano subito nella sede assegnata. A tal proposito, il Tar ha escluso la supposta irragionevolezza della norma, ritenuta necessaria per dare stabilità alle università e porre fine al problema degli scorrimenti infiniti, che per anni ha contraddistinto la graduatoria di Medicina, generando ansia e frustrazione negli stessi candidati. Al contrario, con questo nuovo meccanismo, per i giudici amministrativi viene garantita una programmazione certa, sia per gli atenei che per gli iscritti. L’altra questione sollevata riguarda la presunta violazione dell’anonimato durante le prove d’esame. Nei ricorsi si denuncia che “le etichette contenenti codici numerici non sono state apposte in apposite postazioni separate, ma al posto, per poi essere ritirate dal personale d’aula, e che, al momento della consegna del foglio risposte, il candidato avrebbe lasciato il proprio compito alla Commissione che avrebbe potuto visionare tale etichetta”, generando così il rischio di collegare il compito al candidato. Il Tribunale amministrativo precisa che “non risulta in alcun modo che al termine delle prove i compiti siano consegnati nelle mani della commissione e non chiuse negli appositi contenitori”. Nell’ordinanza si legge inoltre che se la violazione fosse vera, ciò sottintenderebbe che il personale d’aula sia in grado di memorizzare un codice numerico di 15 cifre, per poi passare l’informazione alla commissione, che a sua volta dovrebbe avere la possibilità di alterare il risultato. Cosa succede adesso? Secondo il Tar del Lazio, il nuovo meccanismo d’accesso a Medicina è da intendersi del tutto legittimo. Resta ovviamente la possibilità per gli studenti di fare ricorso in appello davanti al Consiglio di Stato. Ad ogni modo, per i giudici amministrativi il criterio di selezione adottato nell’ambito del semestre filtro è coerente con la necessità di programmare gli accessi in base alla capacità ricettiva degli atenei e alla qualità della formazione. Si conferma altresì che può entrare nelle graduatorie, e quindi proseguire gli studi accedendo al secondo semestre, solo chi ha superato gli esami e i relativi recuperi dei crediti formativi.
Test Medicina Cattolica 2026, ultima chiamata il 17 e 18 aprile
Nell’attesa di sapere se il semestre filtro di Medicina sarà riconfermato nelle stesse modalità anche per il prossimo anno, le università private sono già alle prese con i test d’ingresso per l’anno accademico 2026/2027. Anche all’Università Cattolica del Sacro Cuore si è già tenuto il primo appello (27 e 28 febbraio 2026). Il secondo appello, invece, avrà luogo il 17 e 18 aprile 2026. Per questo turno le iscrizioni al test sono ancora aperte fino alle ore 23.59 del 31 marzo 2026. Test Medicina Cattolica 2026: posti disponibili, date e iscrizioni L’Università Cattolica del Sacro Cuore, per l’anno accademico 2026/2027, ha messo a disposizione 480 posti a Medicina e Chirurgia, 40 posti a Odontoiatria e Protesi dentaria e 90 posti a Medicina e Chirurgia a indirizzo tecnologico (interateneo con l’Università degli Studi Roma Tre). Per iscriversi al secondo turno del test d’ingresso, che si svolgerà il 17 e il 18 aprile 2026, c’è ancora tempo fino al prossimo 31 marzo. Coloro che si sono iscritti nel periodo compreso tra il 28 gennaio e il 17 febbraio 2026 non devono compiere nessun’altra operazione. Saranno semplicemente convocati nelle sessioni già prenotate in fase di iscrizione. Qualora si intenda modificare la sede o la sessione in cui svolgere la prova del secondo turno, occorre fare di nuovo accesso al portale entro il 31 marzo 2026, verificare le nuove disponibilità ed eseguire una nuova prenotazione che andrà a sostituire quella precedente. Chi ha già preso parte al primo turno di febbraio non può modificare la selezione dei corsi di laurea per cui si concorre. Per perfezionare l’iscrizione bisogna versare la quota di partecipazione, pari a 250 euro, e può partecipare alla prova d’ammissione solo chi è in possesso di diploma italiano o estero e chi è iscritto all’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado in Italia o all’estero, purché si consegua il titolo entro e non oltre il 31 luglio 2026. Modalità d’esame, punteggi e graduatorie Le prove d’ammissione sono erogate in presenza, in modalità computer-based multisessione, presso le sedi individuate dall’Università a Roma, Milano, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Catania, Palermo e Cagliari. L’elenco generale delle convocazioni del secondo turno sarà pubblicato a partire dal 10 aprile 2026. Il test d’ingresso dell’Università Cattolica consta di 65 quesiti a risposta multipla, con cinque opzioni ciascuno, di cui soltanto una è la risposta esatta. Le domande vertono sui seguenti argomenti: Per rispondere alle domane i candidati avranno a disposizione 65 minuti di tempo, più 6 minuti per i cosiddetti “quesiti di riserva”. Vale a dire 6 domande assegnate automaticamente dalla piattaforma d’esame (uno per ciascuna materia), che servono a garantire la par condicio, la trasparenza e l’imparzialità. È bene precisare che tali quesiti non concorrono alla valutazione ordinaria della prova. Sono presi in considerazione solo nel caso in cui, dopo lo svolgimento delle sessioni previste, emerga un’anomalia in uno o più quesiti che renda necessario l’annullamento degli stessi. Per quanto riguarda la valutazione, è attribuito 1 punto per ogni risposta esatta, -0,25 per le risposte sbagliate e 0 per quelle non date. Per essere ammessi a ciascun corso di laurea è necessario, ma non sufficiente totalizzare almeno 20 punti su 65. I punteggi conseguiti al secondo turno del test d’ingresso di Medicina 2026/27 saranno pubblicati dal 23 aprile 2026. Dal 4 maggio 2026 saranno rese note le graduatorie finali. Le pre-immatricolazioni dovranno invece essere perfezionate dal 4 all’11 maggio 2026. Infine, le immatricolazioni dovranno concludersi tra l’1 e il 27 luglio 2026. Se vuoi conoscere anche tutte le informazioni utili per il test d’ingresso di Medicina 2026 dell’Università San Raffaele, non perderti il nostro precedente articolo.
Test Medicina 2026 San Raffaele: tutte le informazioni utili
Il mese prossimo si terrà il test d’ingresso di Medicina 2026 anche all’Università Vita-Salute San Raffaele. Per lo svolgimento della prova sono previste due sessioni. La prima l’8 e il 9 aprile 2026, alle ore 15.00, e la seconda il 27 e il 28 aprile 2026, sempre alle ore 15.00. Per procedere con l’iscrizione, occorre fare accesso online al UniSR Admission Portal, a partire dal 4 febbraio fino alle ore 12.00 dell’1 aprile 2026, e versare la quota di partecipazione di 300 euro, valida per entrambi i turni. L’importo non sarà rimborsato, a prescindere dalle motivazioni dell’eventuale rinuncia. Al momento dell’iscrizione, sarà inoltre chiesto ai candidati di indicare la propria preferenza in relazione al corso di studi, ai fini della successiva pubblicazione della graduatoria e dell’immatricolazione ai corsi. È possibile modificare le preferenze solo fino alla chiusura delle iscrizioni al test. Posti disponibili, requisiti e prova Per l’anno accademico 2026/2027, l’Università San Raffaele ha messo a disposizione 750 posti per Medicina e Chirurgia e 60 per Odontoiatria e Protesi dentaria. Sono ammessi alla prova tutti i cittadini italiani, i cittadini comunitari e i cittadini non comunitari equiparati, iscritti all’ultimo anno di scuola superiore secondaria o che siano già in possesso del relativo titolo di studio. I candidati in possesso di un diploma conseguito all’estero o iscritti all’ultimo anno di una scuola superiore internazionale e/o estera possono partecipare alla prova di ammissione previa verifica dei requisiti. La prova d’accesso a Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria si svolgerà in modalità home-based, da una postazione in uso al candidato e mediante una piattaforma di sorveglianza a distanza. Il giorno del test i candidati dovranno collegarsi e, una volta completate le verifiche tecniche e le procedure di identificazione, potranno selezionare la voce “Inizia il Test”. Conclusa la prova, gli studenti dovranno effettuare il “Logout” e cliccare sul tasto “Fine Prova”. Qualora un candidato dovesse terminare il test prima della fine del tempo a disposizione potrà selezionare “Chiudi il test” e, successivamente, fare “Logout” e “Fine prova”. La prova di ammissione, della durata di 60 minuti, è composta da 60 domande a risposta multipla, così suddivise: Si ricorda che il 10% delle domande è formulato in lingua inglese. Per garantire la trasparenza e l’imparzialità dell’esame, l’Università San Raffaele precisa nel suo bando che i quesiti sono estratti da un archivio di proprietà dell’ateneo stesso, mediante procedura randomizzata e a cura di un soggetto esterno qualificato. Al termine del test ogni candidato dovrà rispondere ad altri 6 quesiti, in un tempo proporzionale al tempo complessivo della prova. I quesiti di riserva non concorrono alla votazione, ma servono solo se si dovesse verificare un’anomalia con qualcuna delle domande ufficiali della prova. Punteggio e graduatoria Per stilare la graduatoria, ogni candidato viene valutato con un punteggio, ottenuto in base alle risposte fornite. In particolare, è attribuito 1 punto ad ogni risposta esatta, -0,25 alle risposte errate e 0 a quelle mancate. Qualora un candidato abbia sostenuto entrambe le sessioni di prova, sarà considerato il punteggio migliore. In caso di parità di punteggio, prevale lo studente che ha ottenuto un punteggio più alto in Biologia, Chimica e Fisica, in ordine decrescente. Se si dovesse verificare un’ulteriore parità, sarà attribuito un punteggio superiore al candidato anagraficamente più giovane. Entro 15 giorni dalla fine dell’ultima sessione di prova saranno pubblicate in forma anonima le graduatorie di merito, stilate sulla base della prima preferenza espressa dal candidato. Si ricorda che la graduatoria di prima preferenza non dà automaticamente diritto all’accesso alle procedure di immatricolazione. Tutti i candidati presenti nella graduatoria di prima preferenza dovranno esprimere la propria volontà di immatricolazione online seguendo l’apposita procedura, che sarà operativa a partire dall’8 giugno 2026. Solo a questo punto saranno stilate le graduatorie definitive (Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi dentaria), che verranno pubblicate entro e non oltre il 30 giugno 2026. Gli studenti in posizione utile, potranno quindi procedere con l’immatricolazione dall’1 al 20 luglio 2026 (fino alle ore 12.00). Dal 21 luglio 2026 avranno invece inizio gli scorrimenti. Per ulteriori informazioni, si consiglia di consultare il bando completo. In questo articolo puoi inoltre trovare tutte le informazioni per il test d’ingresso di Medicina 2026 dell’Università Cattolica.
Medicina 2025/26: non sono passato, cosa succede adesso?
Tra la fine di gennaio e i primi giorni di marzo si sono concluse le sessioni di recupero dei debiti nelle tre materie propedeutiche del semestre filtro (Fisica, Chimica e Biologia) e le università hanno già dato inizio al secondo semestre. Ma che cosa succede se non si è riusciti ad entrare a Medicina? Cosa succede se non sono entrato a Medicina Ogni ateneo tra la fine di gennaio e i primi di marzo ha organizzato in autonomia i corsi e gli esami di recupero per gli studenti che sono entrati in graduatoria con uno o più debiti nelle materie propedeutiche del semestre filtro. Chi però non è riuscito ad entrare a Medicina cosa deve fare adesso? La normativa attuale tutela il percorso accademico dello studente. Chi infatti non è riuscito ad entrare a Medicina può procedere con l’immatricolazione in uno dei corsi affini. È bene ricordare che anche per chi alla fine decide di iscriversi ad un corso affine il recupero dei debiti resta fondamentale. Infatti, i crediti già acquisiti durante il semestre filtro vengono riconosciuti dall’università, così da dover evitare di ripetere esami già superati e perdere ulteriore tempo ed energie. In questo modo, non si rischia di rimanere fermi un anno, nell’attesa eventualmente di ripetere il semestre filtro. Come stabilito da decreto ministeriale, rientrano nei corsi affini tutti i corsi di studio afferenti alla Classe delle Lauree in Biotecnologie (L-2), alla Classe delle Lauree in Scienze Biologiche (L-13), alla Classe delle Lauree Magistrali a Ciclo Unico in Farmacia e Farmacia Industriale (LM-13), alla Classe delle Lauree in Scienze Zootecniche e Tecnologie delle Produzioni Animali (L-38) e i corsi di studio afferenti alle Classi delle Lauree per le Professioni sanitarie, solo corsi con basso rapporto iscritti/posti disponibili, vale a dire: Come avviene la procedura di convalida dei crediti Dal momento che gli esami del semestre filtro sono stati pensati in modo tale da risultare standardizzati a livello nazionale, la loro convalida è quasi sempre garantita, ma non automatica. In questa fase, le università verificano che il codice dell’esame coincida tra quello del semestre filtro e quello del piano di studi del corso affine. Se il numero di crediti da acquisire in quella materia è lo stesso, il riconoscimento è totale. Se invece il corso affine ne prevede di più, potrebbe essere necessario sostenere un’integrazione. Si tratta tuttavia di un’ipotesi rara. La procedura di convalida dei crediti maturati durante il primo semestre non è necessariamente sempre la stessa. In generale, però, segue questi passaggi: Un altro aspetto fondamentale dei corsi affini è che pure il voto viene mantenuto durante il passaggio dal semestre filtro. Si ricorda, infine, che anche chi si immatricola ad un corso affine con ancora qualche debito può comunque convalidare i singoli esami superati. Durante il corso affine ci si dovrà quindi preoccupare di ripetere solo l’esame insufficiente e poi proseguire con le altre materie. L’anno seguente si può tornare a Medicina? Come abbiamo già detto, chi passa ad uno dei corsi affini potrà decidere eventualmente di tornare a Medicina e di ripetere il semestre filtro. Si consiglia in ogni caso di consultare il regolamento delle singole università, poiché in qualche caso potrebbe essere richiesta la presentazione dei programmi d’esame per confermare la compatibilità tra le materie.
Semestre filtro Medicina: quali sono le prospettive per l’a.a. 2026/27?
Mentre il secondo semestre di Medicina 2025/26 sta ormai iniziando in tutta Italia, molti studenti si stanno domandando se per l’a.a. 2026/27 il meccanismo del semestre filtro introdotto lo scorso settembre sarà riconfermato nella forma attuale. Online hanno già cominciato a circolare alcune indiscrezioni in merito. Cerchiamo quindi di fare il punto della situazione su ciò che sappiamo finora. Medicina 2026/27: come potrebbe cambiare il semestre filtro? Negli scorsi giorni, alcuni studenti hanno scritto alla nostra redazione per sapere se anche nel prossimo anno accademico resterà in vigore il meccanismo del semestre filtro a Medicina. A tal proposito, è bene precisare che il semestre filtro fa parte di una riforma strutturale dell’accesso a Medicina, introdotta in Italia a partire dall’a.a. 2025/26, tramite decreto legislativo (D.Lgs. n. 71/2025) e relativi decreti ministeriali (come il DM 418/2025 e altri atti attuativi). Dallo scorso anno tutti gli studenti che vogliono frequentare i corsi di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria e Medicina Veterinaria possono iscriversi liberamente al primo semestre aperto a tutti e sostenere alla fine gli esami di Biologia, Chimica e Fisica. Al termine di quel semestre, gli esami sostenuti concorrono ad individuare una graduatoria nazionale di merito e solo chi si colloca in posizione utile può accedere al secondo semestre del corso di laurea. Trattandosi quindi di una riforma strutturale, al momento non è previsto alcune ritorno al vecchio test di ingresso. Sono però in corso delle discussioni politiche e tecniche, che mirano ad apportare alcune modifiche al semestre filtro, alla luce delle criticità emerse nel corso del suo primo anno di attuazione. Nei mesi scorsi la stessa ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini si sarebbe detta aperta alla possibilità di valutare degli aggiustamenti per quanto riguarda la durata delle lezioni, la modifica di alcune regole d’esame e della valutazione dei debiti. Online si è anche sentito parlare di un possibile dimezzamento degli argomenti d’esame. Un’ipotesi molto ottimistica che, però, ad oggi non è supportata da alcun ragionamento a livello ministeriale. Bisogna infatti ricordare che, poiché gli esami devono essere da 6 crediti ciascuno, è praticamente impossibile che possa essere effettuato un dimezzamento degli argomenti da studiare. Al massimo ci si può aspettare un piccolo ritocco. Va tuttavia sottolineato che niente di tutto ciò è per ora confermato. L’incontro degli studenti con la ministra Bernini Negli scorsi giorni diversi rappresentanti degli studenti hanno incontrato la ministra Bernini per discutere delle principali criticità del sistema accademico, con particolare riferimento al semestre filtro di Medicina. Secondo diversi sindacati studenteschi, il nuovo meccanismo di accesso avrebbe rivelato fin dall’inizio diverse criticità strutturali. Tra le varie circostanze al centro delle critiche si possono citare le disomogeneità territoriali, la compressione dei tempi tra la didattica e le prove d’esame, la non uniforme applicazione delle tutele per studenti con DSA, le regole cambiate in corso d’opera e l’ampia discrezionalità sui trasferimenti. A ciò si aggiunge un altro problema giudicato dagli studenti inaccettabile: la presenza di posti rimasti vacanti in graduatoria. Di tutta risposta la ministra, stando sempre a quanto riferito da diverse associazioni studentesche, avrebbe riconosciuto alcune delle criticità segnalate a proposito del semestre filtro e si sarebbe impegnata ad intervenire con degli aggiustamenti, specialmente sulla questione dei posti vacanti in graduatoria. Tuttavia, come anticipato all’inizio dell’articolo, non è stata garantita alcuna modifica puntuale al semestre filtro né al nuovo sistema d’ammissione a medicina, odontoiatria e veterinaria.
Medicina 2025/26, dal semestre filtro alla graduatoria: a che punto siamo
Il secondo semestre di Medicina 2025/26 sta ormai per cominciare. Ciononostante i dubbi e le criticità legate al semestre filtro risultano tutt’altro che superate. Molti studenti sono infatti alle prese con i ricorsi, mentre più di 5 mila candidati sono rimasti esclusi dalla graduatoria, sebbene abbiano superato almeno una prova su tre al termine delle lezioni. Medicina 2025/26: i punti critici del semestre filtro Nel suo primo anno di introduzione, il semestre filtro ha generato molteplici problematiche sotto vari punti di vista. Innanzitutto, avrebbe dovuto rappresentare la fine del numero chiuso a Medicina. In realtà è servito soltanto a posticipare la selezione dopo l’esame nelle tre materie propedeutiche (Fisica, Chimica e Biologia). Il nuovo meccanismo ha inoltre evidenziato una serie di criticità, in particolare per quanto riguarda l’esame di Fisica e il cosiddetto decreto riparatore (DM 1115/2025). Entrambi gli appelli d’esame hanno registrato elevati tassi di bocciatura in Fisica, mentre il tentativo in extremis di non lasciare scoperti posti a Medicina, aprendo la graduatoria anche a chi aveva ottenuto una o più insufficienze ed introducendo il meccanismo dei debiti formativi, ha finito in alcuni casi con il “penalizzare” qualche studente. Infatti, il nuovo sistema a fasce della graduatoria, sebbene abbia garantito quasi sempre un’assegnazione meritocratica dei posti disponibili, assicurando l’accesso a Medicina agli studenti con i punteggi più alti, ha sfavorito qualche studente che si è visto superare nell’assegnazione della sede preferita da candidati con punteggi talvolta più bassi. La nuova logica degli scorrimenti In passato, gli scorrimenti continui della graduatoria di Medicina hanno garantito la copertura di tutti i posti disponibili. Inoltre, grazie a questo meccanismo gli studenti avevano maggiori probabilità di accedere a posizione più alte o di iscriversi presso la propria sede preferita, semplicemente aspettando qualche settimana. Con l’introduzione del semestre filtro gli scorrimenti sono venuti quasi del tutto meno e sono stati sostituiti da fasi di assegnazione piuttosto rigide: La graduatoria di Medicina è risultata dunque “completa” già durante la prima fase di assegnazione. Da quel momento in poi chi è rimasto fuori ha ricevuto un’assegnazione solo in caso di rinuncia effettiva da parte di un altro studente. Così facendo, si sono ridotte significativamente le possibilità di recupero per gli studenti tagliati fuori dalla prima assegnazione. Non bisogna però dimenticare che l’esito degli esami di recupero potrebbe ancora influire sulla graduatoria nazionale finale. Il problema dei posti vacanti Ci sarebbe poi un altro problema legato all’algoritmo che regola l’assegnazione dei posti in graduatoria. In teoria sarebbe stato pensato per riempire tutte le disponibilità in base alle preferenze indicate dai candidati in fase di iscrizione. Nella pratica molti studenti si sono trovati bloccati, anche se in graduatoria ci sarebbero ancora dei posti liberi non assegnati. In altre parole, l’algoritmo non starebbe gestendo in modo opportuno le rinunce, dal momento che non ridistribuisce i posti che man mano vengono lasciati vacanti.
Medicina 2025: test d’ingresso o semestre unico?
Ci sarà il test di medicina o sarà sostituito da una qualche riforma? Troveremo ancora la banca dati, un doppio test, il TOLC-MED o un nuovo test unico a settembre? Districarsi in mezzo a tutte le chiacchiere non è facile. Partiamo dalle certezze, alla fine di gennaio 2025 cosa sappiamo sull’ingresso a medicina? Ad oggi il test è una certezza. C’è una legge, c’è una riforma fatta nei decenni passati e la modalità di accesso al corso di medicina è chirurgia è tramite un test nazionale. Di anno in anno possono essere cambiati alcuni dettagli sul test, tramite i decreti ministeriali. Il test rimane una certezza fin quando non vi è una legge che lo sostituisce. Ad oggi è anche in discussione una riforma, se venisse approvata modificherebbe il test come è stato fatto fino al 2024 posticipandolo di alcuni mesi. Dopo una prima approvazione in Senato, la riforma è bloccata alla Camera da diversi mesi. E fin qui ci sono le certezze. Ma quindi possiamo aspettarci un test d’ingresso per medicina anche nel 2025 o c’è la possibilità che la riforma in discussione entri in vigore prima di settembre? Come anticipato la riforma sul semestre unico è attualmente bloccata, ma anche nel caso in cui la Camera approvasse la riforma senza modifiche questa non sarebbe altro che una legge delega al governo, che avrà poi il compito di scrivere effettivamente la riforma vera e propria. Questa è anche la ragione per cui c’è molta incertezza sul presunto semestre unico, perché attualmente c’è un impianto a grandi linee della riforma, ma non sono affatto chiariti una miriade di dettagli. Nelle situazioni specifiche dovrà – eventualmente – entrare il governo a seguito dell’approvazione della legge delega, ma niente sembra andare in questa direzione. Per il 2025 ci si aspetta quindi un test di medicina, ma anche in questo caso i dettagli non sono chiari: negli ultimi 3 anni il test d’ammissione è stato modificato ben 3 volte. Nel 2022 si è avuto un test unico nazionale, nel 2023 un Tolc-Med con doppio test e nel 2024 un doppio test con banca dati. Nonostante la banca dati abbia dimostrato una scarsa efficienza con dati statistici completamente sballati, la Ministra Bernini ha affermato che è stata un grande successo e un’innovazione positiva. E’ quindi possibile – ma tutt’altro che certo – che anche nel 2025 avremo un test con banca dati. A suffragare questa ipotesi c’è anche il fatto che le banche dati del 2024 sono state rimosse dai siti ufficiali controllati del Ministero dell’Università. Sarà un test unico o un doppio test? Sempre stando all’entusiasmo della ministra nell’anno appena passato è possibile immaginare che verrà ripetuta la formula del doppio test. Con febbraio alle porte, anche immaginare le date non è poi così difficile. Il decreto ministeriale deve essere pubblicato almeno 60 giorni prima del test. Questo significa che se fosse pubblicato domani si arriverebbe dritti dritti a metà aprile, ma siccome non ci si aspetta una pubblicazione così imminente è probabile che il primo test sarà tra la fine di aprile e la prima metà di maggio. Ovviamente un test a giugno è escluso per via degli esami di maturità, escludendo anche agosto quando l’intera macchina governativa è in vacanza, non rimane che un test nella seconda metà di luglio. L’alternativa sarebbe un test (unico o il secondo) a settembre, ma soprattutto i rettori delle varie università sembrano aver apprezzato i test anticipati e quindi un test a settembre sembra un’opzione non impossibile, ma improbabile. Tuttavia – se il decreto per il test di medicina non dovesse essere pubblicato nel mese di febbraio o nei primi giorni di marzo – un test unico a settembre diventerà l’unica opzione percorribile. A meno di una doppietta inedita con test a luglio e settembre. Migliaia di studenti hanno già iniziato la loro preparazione, ma in ogni caso nei prossimi 45 giorni la situazione sarà molto più chiara. Perché anche un’assenza di comunicazioni da parte di Parlamento e Governo spingeranno inevitabilmente verso una delle situazioni sopra descritte.