Lo scorso 10 luglio il Ministero dell’Università e della Ricerca ha pubblicato il decreto relativo al semestre filtro di Medicina 2026/27. Il decreto ministeriale ha introdotto alcune novità rispetto allo scorso anno, generando fra gli studenti non poche domande. Per cercare di dissipare ogni dubbio, gli esperti di Logica Test hanno deciso di rispondere ai quesiti che sono giunti in redazione in questi giorni. Semestre filtro Medicina: FAQ 2026/27 A quali corsi si applica il decreto? Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria e Medicina veterinaria. Non si applica ai corsi di Medicina delle università private e a Medicina in inglese (IMAT). Devo iscrivermi contemporaneamente anche a un corso affine? E quante sedi devo inserire? Sì, al momento dell’iscrizione occorre indicare almeno 10 preferenze per le sedi di Medicina e almeno 5 per il corso affine scelto. In ogni caso gli esperti di Logica Test consigliano di inserire tutte le sedi di Medicina o comunque almeno 50, per massimizzare le probabilità di entrata. Se sono già iscritto a un corso affine, devo iscrivermi di nuovo? Devi sempre inserire un corso affine, ma si può decidere di cambiare corso affine rispetto a quello attuale. La frequenza è obbligatoria? Sì la frequenza è obbligatori, ma ci sono degli esoneri per chi ha già frequentato le lezioni negli anni passati e per altre situazioni particolari. Inoltre, ogni università deciderà se erogare le lezioni in presenza, on-line o in modalità mista. Se ho già frequentato il semestre filtro lo scorso anno, è obbligatorio frequentarlo di nuovo? No, le lezioni frequentate lo scorso anno vengono riconosciute, tuttavia è possibile frequentare di nuovo il semestre filtro. Dove devo frequentare le lezioni del semestre filtro? Si può seguire il semestre filtro dove si vuole, anche se quell’ateneo non coincide con la prima sede scelta o non è presente all’interno del proprio elenco delle preferenze. Cosa succede se non effettuo il pagamento della quota di iscrizione entro la scadenza? Lo studente non risulta iscritto al semestre filtro. Quando devo iscrivermi al semestre filtro? Le iscrizioni sono aperte dal 13 luglio al 3 agosto 2026, mentre il pagamento della quota partecipativa si può effettuare dal 13 luglio al 6 agosto. Per perfezionare la procedura, si consiglia di non aspettare l’ultimo momento perché anche un piccolo disguido potrebbe compromettere l’iscrizione. Posso concorrere sia per Medicina che per Veterinaria? No. Con la riforma del semestre filtro, dal 2025, medicina, veterinaria e odontoiatria hanno percorsi separati sin dall’inizio e non compatibili. Le materie propedeutiche sono le stesse dell’anno scorso? Sì, restano Fisica, Chimica e Biologia. Cambiano leggermente gli argomenti da studiare. La struttura degli esami è la stessa? Ogni prova consta di 31 domande come l’anno scorso. La differenza è che quest’anno 21 sono a risposta multipla (non più 15) e 10 a completamento (non più 16). Per ogni materia ci sono 50 minuti di tempo anziché 45 e tra una prova e l’altra c’è una pausa di 30 minuti invece di 15. Quando sono gli esami? Primo appello 10 dicembre 2026; secondo appello 11 gennaio 2027. L’orario di inizio è previsto alle 11, ma è molto probabile che le università faranno le convocazioni a partire dalle 8 o dalle 9. Si può partecipare a entrambi gli appelli? Sì, è fortemente consigliato. Se partecipo anche al secondo appello, devo rifiutare il voto del primo? No, quest’anno viene preso automaticamente in considerazione il voto migliore delle due prove, purché uguale o superiore a 18/30. Quanto valgono le domande errate? Il meccanismo di assegnazione del punteggio è lo stesso dello scorso anno: 1 punto per ogni risposta esatta, 0 per quelle mancate e -0,1 per quelle errate. Come funziona l’arrotondamento dei voti? Gli arrotondamenti non vengono presi in considerazione per la graduatoria, ma solo per la media degli esami universitari. Fino al 18 il voto non è valido, quindi non ci sono arrotondamenti. Ad esempio 17,9 NON viene arrotondato a 18. Sui voti validi, fino a 0,4 si arrotonda al numero intero più basso mentre da 0,5 a 0,9 si arrotonda al numero intero più alto. Ad esempio 20,5 in graduatoria resterà 20,5 mentre per il computo degli esami universitari è considerato 21. Se l’anno scorso ho preso una sufficienza agli esami, posso tenerla valida anche quest’anno? No, purtroppo da quest’anno occorre ripetere tutti gli esami (anche quelli sufficienti). Come funziona la graduatoria? Quest’anno la graduatoria è suddivisa in tre fasce: la prima include gli studenti con tre sufficienze, la seconda quelli con due e la terza quelli con una sola sufficienza. Ci sono gli scorrimenti? Non ci sono gli scorrimenti come nel vecchio test d’ingresso. C’è l’assegnazione dei posti disponibili e poi c’è la riassegnazione dei posti rimasti vacanti. Se dopo questa fase ci sono ancora posti liberi, si procede con un’assegnazione d’ufficio. Tra la prima e la seconda assegnazione posso cambiare la preferenza delle sedi? Quest’anno sì. Ma prima della riassegnazione potrai inserire nelle tue preferenze solo le sedi che hanno ancora posti disponibili. Posso rifiutare una sede per un’altra? No, una volta che si risulta assegnati o si accetta o si rifiuta. Le insufficienze si possono recuperare? Sì, i singoli atenei organizzano corsi ed esami di recupero. Quante volte si può ripetere il semestre filtro? Ci si può iscrivere al semestre filtro per massimo tre volte, anche in anni non consecutivi. I nostri consigli per non rischiare di rimanere esclusi da Medicina I nostri esperti hanno risposto anche ad alcune domande legate alla preparazione e alle strategie da adottare per evitare di restare esclusi da Medicina. A quale appello d’esame è meglio partecipare? Entrambi, così si hanno più possibilità di ottenere un voto utile per ottenere un’assegnazione. Come devo scegliere le sedi? Secondo il proprio reale interesse. Non cercate strane alchimie inserendo le sedi in modo “strategico”, si finisce solo per trovarsi ad assegnati ad una sede non desiderata. Quante sedi devo inserire tra le preferenze in fase di iscrizione? È meglio mettere tutte le sedi, così da avere più possibilità di aggiudicarsi un posto. Volendo fare un esempio: inserendo
Semestre filtro Medicina 2026-27, pubblicato il decreto MUR: le novità rispetto allo scorso anno
Dopo una lunga attesa, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha pubblicato il decreto n. 941 del 10 luglio 2026 relativo al semestre filtro di Medicina a.a. 2026/27. Il decreto disciplina l’accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria e Medicina Veterinaria. Non si applica invece a Medicina in Inglese (IMAT) e ai corsi di Medicina delle università private. Decreto semestre filtro Medicina 2026/27: meccanismo di accesso e iscrizioni Il decreto ministeriale conferma di fatto il meccanismo di accesso introdotto lo scorso anno con la riforma. Non c’è più un test d’ingresso iniziale, ma la selezione è rimandata alla fine del primo semestre aperto a tutti ed avviene tramite esami nazionali. Lo studente deve iscriversi contemporaneamente al semestre filtro e a un corso affine, che costituisce il percorso alternativo in caso di mancato ingresso al secondo semestre. Il decreto precisa che “lo studente già iscritto ad un corso di studio affine tra quelli elencati all’articolo 9 non è obbligato ad effettuare la scelta del corso affine né, dunque, ad esercitare alcuna opzione di scelta di sede relativamente ad essi ai sensi del successivo articolo 3”. Lo studente che si trova in questa situazione ha comunque la facoltà, qualora intenda modificare il proprio percorso formativo, di optare per la scelta di un corso affine diverso da quello a cui è già iscritto. Per procedere all’iscrizione è necessario completare la procedura sul portale Universitaly dal 13 luglio 2026 al 3 agosto 2026 (ore 18.00) ed effettuare il pagamento del contributo forfettario di 250 euro, dal 13 luglio 2026 al 6 agosto 2026, sul portale dell’Ateneo presso cui si è scelto di frequentare il semestre. Al momento dell’iscrizione, lo studente deve indicare le sedi del corso di laurea magistrale a ciclo unico (almeno 10) e le sedi del corso di studio affine (almeno 5) per cui intende concorrere. Materie propedeutiche ed esami Le attività formative del semestre filtro iniziano il 1° settembre e si concludono almeno 10 giorni prima della data di svolgimento del primo esame di profitto. Rimangono invariate le tre materie propedeutiche (Fisica, Chimica e Biologia) da 6 CFU ciascuna per un totale di 18 CFU. La frequenza è obbligatoria e gli esami si svolgono in contemporanea in tutta Italia nelle date prestabilite. A tal proposito, il decreto direttoriale n. 249 del 13 luglio 2026 stabilisce che la prima prova si svolga giovedì 10 dicembre 2026, dalle ore 11.00, mentre la seconda lunedì 11 gennaio 2027, dalle ore 11.00. Le due date distanziate di un mese tra dicembre e gennaio rappresentano una modifica rilevante per gli studenti, soprattutto dal punto di vista organizzativo. La vera novità riguarda, però, la struttura delle prove. Ogni esame durerà 50 minuti (anziché 45 come nel 2025/26) e sarà caratterizzato da 31 domande, di cui: Si tratta di un cambiamento importante, in quanto lo scorso anno le domande a completamento avevano generato diverse difficoltà poiché richiedevano risposte molto precise e potevano creare problemi di interpretazione. Anche l’aumento del tempo di 5 minuti mira a ridurre le criticità. Alla fine di ogni prova saranno inoltre dati 30 minuti di pausa invece di 15. Confermato invece il criterio di attribuzione dei punteggi. Anche nel 2026 viene attribuito 1 punto a ogni risposta esatta, 0 a quelle mancate e -0,1 a quelle errate. Per la valutazione complessiva dei tre esami di profitto sono attribuiti al massimo 93 punti. Ai fini della determinazione del voto d’esame, i punteggi conseguiti si arrotondano all’unità più prossima solo nel caso in cui lo studente abbia superato l’esame conseguendo un punteggio uguale o superiore a 18/30. Qualora lo studente sostenga entrambe le prove in calendario per lo stesso insegnamento, ai fini della determinazione del punteggio, prevale automaticamente la prova con il punteggio più elevato, purché sia pari o superiore a 18. Graduatoria e corsi affini Oltre a calendario, struttura della prova e punteggio, l’altra fondamentale innovazione è legata alla graduatoria, quest’anno suddivisa in tre sezioni: Nel 2026/27 il sistema diventa di fatto più flessibile. Anche chi ha una preparazione “incompleta” può comunque competere per l’accesso al secondo semestre. Il complicato sistema a 9 fasce elaborato in fretta e furia dal MUR dopo i risultati del semestre filtro precedente, è stato ripensato in un sistema maggiormente ragionevole. Il decreto amplia inoltre l’elenco dei corsi affini, che include tutti i corsi di studio afferenti alla classe delle Lauree in Biotecnologie (L-2), alla classe delle Lauree in Scienze Biologiche (L-13), alla classe delle Lauree Magistrali a Ciclo Unico in Farmacia e Farmacia Industriale (LM-13), alla classe delle Lauree in Scienze Zootecniche e Tecnologie dellecProduzioni Animali (L-38) e alcuni corsi di studio afferenti alle classi delle Lauree per le Professioni sanitarie, ovvero: Il decreto conferma infine che lo studente può iscriversi al semestre filtro per un massimo di tre volte, anche in anni accademici non consecutivi. In caso di nuova iscrizione, gli studenti che hanno già frequentato il semestre aperto in precedenza sono esonerati dagli obblighi di frequenza nell’anno accademico di nuova iscrizione. Valutazione finale Il DM 941/2026 non cambia l’impianto della riforma: resta di fatto il semestre filtro con lo stesso meccanismo di selezione dello scorso anno posticipato al termine delle lezioni. Tuttavia, cerca di correggere in parte alcuni dei problemi emersi durante l’a.a. 2025/26. Miglioramenti: Criticità: In sintesi, il semestre filtro 2026/27 è una versione corretta del semestre filtro 2025/26, non una nuova riforma. Il MUR sembra aver recepito alcuni problemi del primo anno, intervenendo sulle modalità d’esame e sull’organizzazione del tempo per lo studio, senza però risolvere del tutto le criticità. Il consiglio degli esperti di LogicaTest resta quindi quello di iniziare fin da subito a prepararsi per il semestre filtro concentrandosi sulla teoria, ma soprattutto sulle esercitazioni pratiche, partendo dalla materia in cui si ritiene di avere più difficoltà. Per evitare in generale di perdere tempo, è invece sconsigliato tentare altri test e studiare per i corsi affini. Il rischio in questi casi è togliere tempo ed energie al vero obiettivo, vale a dire Medicina. Per quanto riguarda la scelta
Medicina, aspettando il semestre filtro 2026: novità e strategie di preparazione
Negli scorsi giorni il Ministero dell’Università e della Ricerca ha pubblicato i syllabus del semestre filtro di medicina 2026/27, contenenti gli argomenti di fisica, chimica e biologia da studiare in preparazione degli esami da superare per poter accedere a tutti gli effetti alle facoltà di medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria e medicina veterinaria. Ricordiamo infatti che, sebbene il primo semestre dallo scorso anno sia diventato aperto a tutti, il numero chiuso non è stato realmente abolito. Il meccanismo di selezione è stato semplicemente posticipato al termine di questo periodo, quando gli studenti saranno chiamati a sostenere gli esami nelle tre materie propedeutiche. Restiamo invece ancora in attesa della pubblicazione del decreto, che dovrebbe arrivare a giorni. Semestre filtro Medicina 2026-27: nuovi syllabus e altri possibili cambiamenti Come abbiamo più volte ricordato, durante il suo primo anno di introduzione, il semestre filtro di Medicina ha rivelato alcune criticità. Motivo per cui già da mesi si è iniziato a parlare di possibili modifiche inerenti principalmente a tre punti: La pubblicazione dei syllabus 2026/27 ha già rivelato alcune modifiche nei programmi delle materie propedeutiche. Come si aspettavano gli esperti di Logica Test, non c’è stata una trasformazione radicale, ma solo aggiornamenti e riorganizzazioni. Per quanto riguarda invece la logica generale del semestre filtro, è altamente improbabile che il decreto in uscita introduca cambiamenti sostanziali rispetto alla struttura generale del semestre filtro. Strategie di preparazione Dopo la pubblicazione dei nuovi syllabus diventa ancora più importante arrivare preparati al semestre filtro. Molti studenti hanno già iniziato a studiare. Aspettare, infatti, potrebbe rivelarsi un grave errore. Cominciare ad organizzare lo studio in modo continuativo, costruire basi solide ed esercitarsi sui contenuti sono senza dubbi aspetti da non sottovalutare. Soprattutto perché i programmi aggiornati hanno rivelato una maggiore presenza di esempi biomedici, applicativi, casi di studio e, per fisica, un carico superiore di esercitazioni. Per questo, Logica Test può diventare il tuo principale alleato nello studio. Segui le live social, unisciti ai gruppi WhatsApp e iscriviti ai corsi di fisica, biologia e chimica per consolidare le conoscenze, acquisire un metodo di studio efficace ed essere seguito dai migliori esperti. Breaking Med 2026 Se stai cercando un metodo per sopravvivere al semestre filtro, iscriviti al nostro corso Breaking Med, che va da luglio a novembre 2026 e che offre la possibilità di personalizzare il percorso di studi scegliendo di acquistare le lezioni inerenti a tutte e tre le materie propedeutiche oppure solo quelle delle discipline di cui hai più bisogno. Cosa troverai nel pacchetto? Per tutte le informazioni sul Corso Breaking Med è possibile contattare direttamente Alberto su whatsapp 3318785552.
Medicina, ecco i syllabus del semestre filtro 2026/27: analisi delle differenze rispetto al 2025
A partire da venerdì 19 giugno 2026, sul sito del Ministero dell’Università e della Ricerca e sulla piattaforma Universitaly, sono disponibili i nuovi syllabus relativi al semestre filtro 2026/27 dei corsi di medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria e medicina veterinaria. I programmi contengono gli argomenti di biologia, fisica e chimica, le tre materie propedeutiche del semestre aperto. Semestre filtro Medicina 2026/27: il MUR pubblica i syllabus aggiornati Come si legge sul sito del MUR, rispetto allo scorso anno i programmi sono stati aggiornati, eliminando le sovrapposizioni tra le diverse discipline e valorizzando le connessioni e gli aspetti comuni tra gli insegnamenti. Ma la vera novità del 2026, è che i nuovi syllabus contengono esempi biomedici, applicativi e casi di studio, utili a rafforzare il collegamento tra le attività didattiche e le tematiche previste dagli esami. Infine, per quanto riguarda fisica, è stato fatto un focus sulle esercitazioni. Al di là dei proclami del ministero, i cambiamenti sono minimi: piccole rifiniture ai programmi del 2025 e una piccola riorganizzazione delle unità didattiche. Secondo la ministra Bernini si è tenuto conto di alcune delle indicazioni emerse dal tavolo tecnico per il confronto con gli studenti, in parte è vero ma tutto questo conferma quanto noi di Logica Test diciamo da tempo: quel tavolo non è servito a nulla se non a togliere la ministra dalle polemiche successive al semestre filtro 2025. Nuovi syllabus 2026: le differenze rispetto al 2025 Nella giornata di oggi il MUR ha pubblicato i syllabi 2026 di fisica, chimica e biologia. Come segnalato da tutti i docenti di Logica Test, non ci sono cambiamenti sostanziali nella struttura generale dei programmi, ma solo aggiornamenti e riorganizzazioni. BIOLOGIA (7 unità didattiche – 6 CFU totali) Nel syllabus di biologia l’unità più ampia è la quinta: “Le strutture cellulari: biogenesi, morfologia e funzioni” (1,75 CFU). Segue “Il flusso dell’informazione” (1,0 CFU). Nel cambio dei CFU c’è una piccola penalizzazione della prima unità, a vantaggio della già citata quinta unità. Vediamo nel dettaglio quali sono le differenze rispetto al 2025. Unità didattica 1: Unità didattica 3: Unità didattica 4: Analisi finale: delle 3 materie del semestre filtro, biologia è certamente quella con meno modifiche. Non ci sono alterazioni sostanziali del programma che rimane in perfetta continuità con il 2025. CHIMICA (7 unità didattiche – 6 CFU totali) Le 7 unità sono abbastanza bilanciate fra loro. Le aree con peso maggiore (0,5 CFU) sono: la struttura dell’atomo, i legami chimici, stati di aggregazione della materia e termodinamica dei sistemi aperti; miscele, soluzioni e le proprietà colligative delle soluzioni; acidi, basi, sali, pH, soluzioni tampone; reazioni di ossido-riduzione ed elettrochimica; gruppi funzionali e isomerie: alcoli, fenoli, eteri, tioli e tioteri; aldeidi e chetoni; acidi carbossilici e derivati, ammine e ammidi; amminoacidi e proteine, carboidrati, lipidi, nucleotidi, polinucleotidi e acidi nucleici. Ecco le principali differenze con il 2025. Unità didattica 1 (il nuovo syllabus accorpa le unità 1 e 2): Unità didattica 2 (ex unità 3): Unità didattica 3 (ex unità 4): Unità didattica 4 (ex unità 5): Unità didattica 5 (ex unità 6): Unità didattica 7 (ex unità 8): Analisi finale: tante modifiche, ma tutte di minima entità. Vale la pena aspettarsi domande sulle poche parti aggiunte e quindi prestare particolare attenzione durante lo studio, che comunque non viene stravolto. FISICA (7 unità didattiche – 6 CFU totali) Fisica è la materia con più modifiche rispetto al 2025 e anche con sostanziali variazioni di CFU da un’unità all’altra. Vale la pena sottolineare che il ministero ha previsto una corposa parte di pratica e cioè di esercitazioni: almeno il 20/30% del tempo. Le unità più corpose sono Meccanica (1,4 CFU), Meccanica dei fluidi (1,2 CFU di cui almeno il 25% dedicato ad esercitazioni) ed Elettricità e magnetismo (1,2 CFU di cui almeno il 30% dedicato ad esercitazioni). Vediamo le principali novità. Unità didattica 1: Unità didattica 2: Unità didattica 3: Unità didattica 4: Unità didattica 5: Unità didattica 6: Unità didattica 7: Analisi finale: fisica è l’unica materia in cui ci sono diverse modifiche sostanziali al programma. Per il semestre filtro 2026 fisica sarà molto più pratica e molto meno teorica, se le lezioni universitarie fossero fatte bene questo potrebbe portare ad un’innalzamento generalizzato dei punteggi sulla materia in oggetto. Al momento queste sembrano essere le differenze più rilevanti tra i syllabus del 2025 e quelli del 2026. Rimaniamo ora in attesa del decreto contenente tutte le informazioni su date e posti disponibili, che dovrebbe essere pubblicato dal MUR entro una ventina di giorni.
Graduatoria Medicina 2025: il Consiglio di Stato accoglie domanda cautelare
Il Consiglio di Stato ha accolto la domanda cautelare di una studentessa del semestre filtro di Medicina, riguardante le modalità di scorrimento della graduatoria. Il caso riguarda una candidata assegnata a una sede indicata come seconda scelta (Università del Piemonte Orientale) anziché alla sua preferenza principale (Torino), nonostante avesse ottenuto un punteggio più alto di altri studenti assegnati in secondo turno proprio nella sede da lei scelta come prima preferenza. Accolta domanda cautelare sulle modalità di scorrimento della graduatoria Il Consiglio di Stato ha riconosciuto la fondatezza di un appello presentato da una studentessa del semestre filtro, la quale si è vista superare nell’assegnazione delle sedi da studenti con un punteggio inferiore al suo. I giudici hanno di fatto contestato le modalità con cui sono stati gestiti gli scorrimenti in graduatoria dopo il test di Medicina 2025. Come si legge infatti nell’ordinanza datata 27 maggio 2026, il Consiglio di Stato ha deciso di accogliere la domanda cautelare della studentessa e di “ordinare alla parte appellata di rideterminarsi in ordine all’assegnazione della sede alla parte appellante”. Per i giudici, quindi, ci sarebbe stato effettivamente un problema con il meccanismo dei ripescaggi. Dopo l’esame del semestre filtro, molti studenti con punteggi più alti sono stati infatti assegnati a università meno ambite, spesso lontane da casa, vedendosi superare pochi giorni dopo da candidati con votazioni inferiori, grazie agli scorrimenti successivi. Ciò non sarebbe successo soltanto alla studentessa assegnata all’Università del Piemonte Orientale invece che alla facoltà di Medicina di Torino. Per gli avvocati che hanno seguito i ricorsi contro il semestre filtro, le anomalie avrebbero riguardato anche molti degli studenti finiti a studiare Medicina in Albania. Motivazioni ed effetti pratici dell’ordinanza Nell’ordinanza cautelare si leggono chiaramente le motivazioni per cui il Consiglio di Stato ha deciso di accogliere l’appello della studentessa. “Rilevato che: il ricorso, ad un primo sommario esame, è assistito da fumus boni iuris, atteso che col punteggio ottenuto, senza l’operatività del meccanismo del ripescaggio del secondo turno, ossia con risultato valutato in assoluto, la parte appellante sarebbe stata assegnata, con priorità, in quanto in posizione poziore rispetto agli studenti che risultano ivi immatricolati solo in seguito all’applicazione del sistema di calcolo basato sul recupero e sulla doppia valutazione, alla Facoltà di Medicina di Torino, sua originaria sede di elezione, perché così indicata nelle preferenze allegate alla domanda di iscrizione, e non a quella del Piemonte Orientale, sua attuale sede di destinazione”. Inoltre, “Ricorre altresì il pericolo di un danno grave ed irreparabile suscettibile di derivare dall’esecuzione del provvedimento impugnato, dal momento che le sedi dei due atenei distano fra loro circa 100 km, e che, soprattutto, sussistono esigenze cautelari legate a ragioni di continuità didattica, avendo parte appellante frequentato i corsi del primo semestre presso l’Università di Torino”. Dunque, senza il meccanismo contestato del ripescaggio del secondo turno, la studentessa avrebbe avuto certamente priorità per la sede di Torino. Dove esiste fra l’altro un posto vacante. “Non pare che la sospensione del provvedimento impugnato possa cagionare pregiudizio alle prerogative organizzative del servizio didattico spettanti all’Università, non essendo contestata la disponibilità di un posto ulteriore, rimasto vacante, presso quest’ultima facoltà”. L’ordinanza stabilisce pertanto che il MUR e l’università interessata debbano riesaminare l’assegnazione. Salvo ulteriori ostacoli tecnici, dovranno inoltre consentire alla studentessa di trasferirsi o essere assegnata a Medicina Torino in via cautelare. Si tratta di un ordine amministrativo immediatamente esecutivo, ma provvisorio. Di fatto, non stabilisce ancora definitivamente che il sistema di assegnazione fosse illegittimo. Tuttavia, vale fino alla decisione di merito. In altre parole, per adesso il meccanismo del semestre filtro rimane valido, come ribadito anche nelle ordinanze cautelari precedenti emesse sempre dal Consiglio di Stato.
Semestre filtro Medicina: l’iscrizione ai corsi affini è obbligatoria? Facciamo chiarezza
Nell’attesa che il Ministero dell’Università e della Ricerca pubblichi il nuovo decreto relativo al semestre filtro di Medicina, molti studenti hanno già cominciato a chiedersi se ci saranno delle sostanziali novità rispetto all’anno accademico 2025-2026. Come abbiamo anticipato in uno dei nostri precedenti articoli, benché la riforma di Medicina abbia rivelato alcune criticità, è altamente improbabile che il meccanismo del semestre aperto venga completamente stravolto. Con il nuovo decreto, è abbastanza plausibile che possano esserci dei piccoli margini di miglioramento, soprattutto per quanto riguarda la durata dei corsi, la durata della pausa tra la fine delle lezioni e i test e i programmi di studio. Al momento, però, si tratta solo di supposizioni, in quanto non c’è ancora stata una comunicazione ufficiale da parte del MUR. L’iscrizione ai corsi affini è obbligatoria? Una delle novità introdotte dal semestre filtro che ha generato maggiore confusione è la questione della “doppia iscrizione”. Con il nuovo sistema, per accedere a Medicina tramite il semestre filtro è diventato obbligatorio iscriverti contemporaneamente a un secondo corso di laurea affine. Questa procedura, spesso gestita tramite Universitaly, permette di avere un’alternativa nel caso in cui non si riuscisse ad entrare nella graduatoria finale, basata sugli esami del primo semestre. In fase di iscrizione bisogna quindi scegliere due università: È bene precisare che Odontoiatria e Veterinaria non rientrano tra le alternative consentite, in quanto rappresentano il piano A al pari di Medicina. Rientrano invece nei corsi affini tutti i corsi di studio afferenti alla Classe delle Lauree in Biotecnologie (L-2), alla Classe delle Lauree in Scienze Biologiche (L-13), alla Classe delle Lauree Magistrali a Ciclo Unico in Farmacia e Farmacia Industriale (LM-13), alla Classe delle Lauree in Scienze Zootecniche e Tecnologie delle Produzioni Animali (L-38) e i corsi di studio afferenti alle Classi delle Lauree per le Professioni sanitarie con basso rapporto iscritti/posti disponibili (DM 418/2025). Una volta sostenuti gli esami del semestre filtro, se si è riusciti ad accedere a Medicina si può procedere con l’immatricolazione. Altrimenti si ha la possibilità di immatricolarsi nel corso affine scelto. Tuttavia, se non si supera il semestre filtro, non si è obbligati a proseguire il percorso di studi presso la facoltà scelta come piano B. Ricordiamo, infatti, che attualmente il semestre filtro si può ripetere fino a tre volte anche non consecutive. Se quindi si è davvero motivati a entrare a Medicina, la cosa migliore da fare è rinunciare alla carriera nel corso affine e continuare a prepararsi per ripetere il semestre filtro l’anno successivo. Chi preferisce può comunque procedere con il corso affine e poi ritentare Medicina. In tal caso, si consiglia di consultare il regolamento delle singole università per la procedura di convalida dei crediti. IMAT e le università private Due valide alternative al semestre filtro rimangono infine il test d’ingresso di Medicina in inglese (IMAT) oppure i test d’ingresso organizzati dagli atenei privati. In entrambi i casi non è previsto, almeno per il momento, il semestre filtro, ma occorre prepararsi per superare la prova di accesso iniziale. Chi vuole tentare il percorso in inglese è importante che abbia una buona conoscenza di partenza della lingua, mentre gli studenti che intendono valutare le università private è bene che non sottovalutino l’aspetto economico. Ovviamente queste soluzioni possono essere prese in considerazione come alternative in generale, ma non come piano B in sede di iscrizione al semestre filtro.
Medicina, il Consiglio di Stato sollecita il Tar a decidere sui ricorsi
Con le ordinanze cautelari numero 1790, 1791, 1792, 1794, 1796, 1798, 1799 del 13 maggio 2026, il Consiglio di Stato ha invitato il Tar a esprimere quanto prima il giudizio di merito sui ricorsi presentati contro il semestre filtro di Medicina. Tanti hanno interpretato la notizia come un nuovo punto di svolta per gli studenti. Occorre tuttavia precisare che il Consiglio di Stato non ha accolto le impugnazioni dei ricorrenti, ma ha semplicemente sollecitato i giudici amministrativi di primo grado a prendere una decisione in tempi rapidi. Le nuove ordinanze cautelari del Consiglio di Stato Pur non accogliendo le impugnazioni dei ricorrenti, con le ordinanze cautelari dello scorso 13 maggio,il Consiglio di Stato ha sollecitato il Tar a risolvere quanto prima il contenzioso. Come si legge infatti nelle suddette ordinanze “Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Settima) accoglie l’appello nei termini indicati in motivazione e, per l’effetto, in riforma dell’ordinanza impugnata, accoglie l’istanza cautelare in primo grado ai soli fini della celere fissazione del merito in primo grado”. Inoltre: “Ordina che a cura della segreteria la presente ordinanza sia trasmessa al Tar per la sollecita fissazione dell’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, cod. proc. amm.”. Non richiamando vizi degli atti, le ordinanze non vanno di fatto a incidere sull’andamento delle procedure né sugli effetti degli atti impugnati, ma si limitano a rimarcare come le questioni contenute nei ricorsi vadano al più presto definite con sentenza, in modo tale da permettere agli studenti interessati di fare le scelte più opportune per il proprio futuro. Per il Consiglio di Stato “le questioni controverse vanno esaminate nel merito”, dal momento che “sono particolarmente evidenti le esigenze cautelari inerenti alla posizione dei ricorrenti”. L’accoglimento delle istanze non comporta quindi la riammissione degli studenti ai corsi, ma si limita a dare un’accelerata ai tempi di risoluzione. La replica del Mur Come ha fatto sapere anche il Ministero dell’Università e della Ricerca, le recenti ordinanze cautelari del Consiglio di Stato non andrebbero a mettere in alcun modo in discussione l’impianto della riforma del numero chiuso a Medicina. La fissazione in tempi rapidi del giudizio di merito sarebbe quindi da intendersi come un passaggio procedurale ordinario, che lo stesso Mur ha accolto positivamente nell’ottica di una rapida risoluzione del procedimento giudiziario. In altre parole, per gli studenti e le loro famiglie non vi sarebbe nessun cambiamento effettivo rispetto a quanto stabilito dalle ordinanze cautelari precedenti del Consiglio di Stato. Ricordiamo a tal proposito che nelle scorse settimane il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi relativi alle modalità del semestre filtro e che il Consiglio di Stato ha successivamente ribadito la medesima posizione. La stessa ministra Anna Maria Bernini ha sottolineato che al momento sia l’impianto normativo che il nuovo meccanismo del semestre filtro “sono stati considerati pienamente validi dai giudici e le prove regolari”.
Ammissioni Medicina: il Tar chiede chiarimenti sui test, ma salva la sede di Tirana
Nell’ambito dei ricorsi contro il semestre filtro di Medicina, sono arrivate delle nuove ordinanze cautelari del Tar del Lazio. Una in particolare rappresenta un importante punto di svolta, dal momento che chiede chiarimenti al Mur, al Cineca e ai singoli atenei sulle modalità di correzione dei test e sull’assegnazione delle sedi. Nelle recenti ordinanze, il Tribunale amministrativo si è inoltre espresso positivamente nei confronti della sede di Tirana, in Albania, del corso di Medicina dell’Università Tor Vergata di Roma. Secondo alcuni studenti, sulla piattaforma Universitaly non sarebbe stato indicato chiaramente che tale sede si trovasse all’estero. Al contrario, per il Tar la denominazione indicata sul portale conteneva esplicitamente ogni riferimento geografico. Medicina, correzione test e assegnazione sedi: il Tar chiede chiarimenti Con un’ordinanza del 20 aprile 2026, il Tar del Lazio ha chiesto un’istruttoria nei confronti del Mur, del Cineca e di alcuni atenei italiani per fare luce sui meccanismi dei test finali del semestre filtro di Medicina. Nello specifico, ha chiesto chiarimenti sul sistema di correzione delle prove e sulla modalità di formazione delle graduatorie, al fine delle assegnazioni delle sedi. Alcuni ricorrenti lamentano infatti di non essere stati ammessi nella sede scelta come prima preferenza, quando è stata consentita l’assegnazione presso la medesima sede di “candidati con punteggi e posizione deteriore”. Per il Tar questo punto rappresenta una “difficoltà oggettiva, e non meramente soggettiva”. Pertanto, ha disposto che il Ministero, il Cineca e le università coinvolte forniscano “documentati chiarimenti in merito al criterio oggettivamente difforme rispetto a quello stabilito nell’Allegato 1 al d.m. n. 1115/2025”. Inoltre, ha richiesto che venga chiarito il modo “con cui sono state predisposte e/o approvate le domande da somministrare ai candidati in occasione della prova in questione, e le relative opzioni di risposta” e che vengano forniti “verbali e/o report di correzione redatti dal Cineca (lettura ottica, rilevazione informatizzata, errori di lettura), nonché degli atti relativi all’intervento manuale dei docenti sulle risposte a completamento non correttamente interpretate dal software”. Per i legali dei ricorrenti, questo passaggio sarebbe di grande rilevanza dal punto di vista processuale, in quanto in discontinuità rispetto alle ordinanze precedenti, in cui le contestazioni erano state respinte. Le implicazioni per i candidati potrebbero quindi essere significative, poiché viene formalmente riconosciuta la necessità di verificare la correttezza dell’intera procedura di selezione, aprendo la strada a possibili rivalutazioni. In attesa di ulteriori sviluppi, il Tar del Lazio ha fissato una nuova udienza cautelare il prossimo 10 giugno. Respinto il ricorso contro la sede di Tirana In un’altra ordinanza, sempre datata 20 aprile 2026, il Tar respinge il ricorso contro la sede di Tirana, in Albania, del corso di Medicina dell’Università Tor Vergata di Roma, giudicandola legittima. “La denominazione della sede riportata nella piattaforma Universitaly (Medicina Roma Tor Vergata Tirana) indicava chiaramente ed inequivocabilmente la collocazione geografica del corso nella città di Tirana, trattandosi di circostanza di immediata e comune conoscenza che Tirana è la capitale della Repubblica di Albania e dunque sede estera, sicché non appare configurabile alcuna lesione del principio di trasparenza sotto il profilo della localizzazione del corso, essendo del tutto irragionevole sostenere che un candidato di media diligenza potesse ritenere che Tirana fosse una sede italiana”. Gli studenti che hanno inserito tale sede tra le proprie preferenze lo hanno quindi fatto consapevolmente e volontariamente. Per quanto riguarda infine la questione della differente contribuzione studentesca applicata in Albania rispetto a quella applicata in Italia, il Tar precisa che il problema è già stato superato. “Agli studenti iscritti al corso presso la sede di Tirana per l’anno accademico 2025/2026 sarà applicata la tassazione universitaria secondo i criteri italiani legati all’ISEE, con conseguente equiparazione del trattamento contributivo degli studenti assegnati alla sede di Tirana con quello applicato agli studenti immatricolati presso la sede di Roma”. Il fatto che l’equiparazione economica sia stata garantita solo per questo anno accademico non rappresenta per i giudici un “un vizio di legittimità dell’assegnazione”, dato che nemmeno “per gli studenti assegnati ad altre sedi italiane sussiste una garanzia vincolante di invarianza della contribuzione per l’intero ciclo di studi”.
Semestre filtro o IMAT: quale percorso scegliere per studiare Medicina?
Sono tanti gli aspiranti medici che ogni anno si domandano se sia meglio studiare Medicina in italiano oppure in inglese. Un dubbio più che lecito, soprattutto dopo l’introduzione del semestre filtro. Il Ministero dell’Università e della Ricerca, a partire dall’anno accademico 2025/2026, ha infatti sostituito per Medicina in italiano il vecchio test d’ingresso a risposta multipla con il meccanismo del semestre aperto. Un periodo in cui gli studenti si preparano nelle tre materie propedeutiche (Chimica, Fisica e Biologia) per poi sostenere le relative prove d’esame che fungono da selezione. Attualmente, la nuova modalità d’accesso non riguarda né le università private, né Medicina in inglese (IMAT). Motivo per cui scegliere quale corso di laurea frequentare è diventato ancora più importante. Semestre filtro VS IMAT Come abbiamo anticipato, il semestre filtro consente l’accesso libero al primo semestre di Medicina. Durante questi mesi, gli studenti si preparano in Chimica, Fisica e Biologia, al fine di sostenere le relative prove d’esame. In base ai risultati ottenuti nelle materie propedeutiche viene poi stilata la graduatoria nazionale. Solo chi rientra nei posti disponibili può accedere al secondo semestre e continuare effettivamente a studiare Medicina. Questa modalità di selezione richiede costanza nello studio, capacità di adattarsi ai nuovi ritmi universitari ed un buon rendimento nel medio periodo. Un vantaggio da non sottovalutare è che il semestre filtro permette di iscriversi ad uno dei corsi affini, con la possibilità che vengano anche riconosciuti i crediti acquisiti, qualora non si entrasse in graduatoria, così da non perdere l’anno. Da un lato potrebbe quindi sembrare la scelta migliore. Tuttavia, c’è il rischio concreto di non superare la selezione e di dover cambiare corso di laurea dopo alcuni mesi in cui ci si è già dedicati alla preparazione di Medicina. L’IMAT, invece, è il test di accesso ai corsi di Medicina in inglese in Italia. Consiste in una prova a risposta multipla, simile al vecchio “quizzone” di Medicina, che si svolge in un’unica giornata. Le domande vertono su argomenti di Logica, Cultura generale, Chimica, Fisica, Biologia e Matematica. In questo caso, è importante prepararsi in modo strategico su tutte le discipline, saper gestire bene il tempo ed avere familiarità con la struttura e le domande dei test d’ingresso. Una volta sostenuta la prova, viene stilata la graduatoria nazionale che determina subito chi accede alla facoltà e chi invece resta escluso. È quindi meglio tentare il semestre filtro o puntare direttamente sull’IMAT? Ovviamente non c’è una risposta univoca a questa domanda. Se si preferisce uno studio continuo nel tempo, si rende meglio negli esami universitari piuttosto che nei test a risposta multipla e si vuole avere un eventuale piano B a disposizione, allora è meglio optare per Medicina in italiano. Chi è più bravo nei quiz, non vuole perdere tempo con mesi di studio ma preferisce partecipare ad un’unica prova iniziale e, ovviamente, ha una buona preparazione in inglese, può tranquillamente scegliere l’IMAT. In questo caso è bene ricordare che, se non si supera il test, non resta che ritentare l’ingresso l’anno successivo. In alternativa, si può scegliere un altro corso di laurea, non necessariamente collegato a Medicina. Altri fattori da considerare Tra gli altri aspetti da non sottovalutare nella scelta ci sono anche: Sicuramente l’IMAT dà accesso a corsi internazionali, spesso con possibilità di mobilità all’estero ed accesso ad un ambiente più internazionale. Tuttavia, i costi possono essere più elevati e la competizione più alta. Quando ci si trova a scegliere fra i due corsi di laurea è dunque importante prendere in considerazione ogni aspetto, evitando di commettere alcuni errori comuni. Ad esempio, pensare che il test d’ingresso di IMAT sia più facile o che a Medicina in italiano non ci sia più il numero chiuso dopo l’introduzione del semestre filtro.
Studiare Medicina con l’AI serve davvero? Pro e contro
Con l’avvento del semestre filtro a Medicina, l’obiettivo di molti studenti non è più soltanto quello di superare la selezione, ma anche di riuscire a prepararsi nelle tre materie propedeutiche, Fisica, Chimica e Biologia, facendo fronte a tempi ristretti e ad un nuovo approccio allo studio. In questo contesto l’Intelligenza Artificiale sta emergendo come uno strumento sempre più diffuso in ambito universitario, compreso il campo della formazione medica. Il suo ruolo va tuttavia analizzato con attenzione, soprattutto alla luce degli attuali limiti dei modelli linguistici (LLM), che non possono ancora sostituire un percorso di apprendimento guidato da figure esperte “reali”. AI e preparazione a Medicina L’uso dell’Intelligenza Artificiale nello studio offre indubbi vantaggi, specialmente in una fase impegnativa come quella del semestre filtro, che richiede una preparazione intensa in tempi relativamente brevi. Tra i principali punti di forza dell’AI si possono individuare: Questi elementi rendono l’AI un valido supporto, soprattutto per le esercitazioni e per un ripasso attivo da parte di chi già padroneggia gli argomenti. Inoltre, può essere un valido supporto nell’organizzazione dello studio. I limiti dell’AI per chi studia Medicina Nonostante i vantaggi, è bene sottolineare che i modelli linguistici attualmente a disposizione presentano limiti significativi. Per esempio, non sono in grado di spiegare adeguatamente temi complessi, come gli argomenti che rientrano nel programma di Medicina, a chi non li conosce. È importante, infatti, tenere a mente che l’AI: A ciò si aggiungono la questione etica, non sempre infatti è facile distinguere il lavoro umano da quello assistito, ed il rischio per la privacy, dal momento che l’AI raccoglie dati di studio e performance individuali. L’Intelligenza Artificiale può sostituire un tutor qualificato? Alla luce di quanto detto finora, appare chiaro che l’Intelligenza Artificiale non può sostituire un tutor qualificato nell’ambito della preparazione di Medicina. Sicuramente rappresenta un’innovazione utile, che offre vantaggi oggettivi per la didattica. Tuttavia, allo stato attuale, non è uno strumento sufficiente per affrontare in modo completo la preparazione a Medicina. La soluzione più efficace resta un approccio integrato: si può usare l’AI come supporto operativo (esercitazioni, ripassi ed organizzazione), ma è fondamentale affiancarla sempre ad un percorso guidato da tutor umani qualificati. In questo senso, può diventare uno strumento valido soprattutto per i docenti, i quali possono sfruttare l’Intelligenza Artificiale per monitorare l’andamento degli studenti, al fine di individuare eventuali difficoltà e fornire supporto didattico mirato.