L’Università Vita-Salute San Raffaele è una delle istituzioni private di medicina più prestigiose d’Italia, rinomata per l’eccellenza nella didattica e nella ricerca. Nel 2024, la facoltà di Medicina dell’UniSR si è classificata al primo posto tra gli atenei non statali, secondo la Classifica Censis delle Università Italiane. Per entrare a Medicina o Odontoiatria al San Raffaele, però, come per tutte le altre facoltà di medicina è necessario superare il test di ammissione. Ecco tutte le informazioni utili sulle date, la struttura del test, l’iscrizione, la graduatoria e i costi. Date e sedi del test San Raffaele 2025 Le date dei test di ammissione sono 21 e 22 marzo 2025, ore 14 per la prima sessione, mentre 15 e 16 aprile 2025, ore 14 per la seconda sessione. Modalità del test:Il test si svolge in modalità home-based tramite una piattaforma di sorveglianza a distanza. I candidati possono sostenere l’esame dalla propria postazione, sotto supervisione. Posti disponibili Per l’anno accademico 2025/2026, i posti disponibili sono: Questi posti sono destinati a candidati UE e non UE equiparati. Struttura e argomenti del test Il test di ammissione prevede 60 domande a risposta multipla da completare in 60 minuti. Distribuzione delle domande: Il 10% delle domande sarà in lingua inglese. Punteggi: Dopo la prova, i candidati devono rispondere a ulteriori 7 quesiti in un tempo aggiuntivo, proporzionale al tempo della prova, ma verranno tenuti in considerazione solo in caso di anomalie nelle sessioni. Iscrizione al test di Medicina San Raffaele 2025 Costo: 300 euro, non rimborsabili. Periodo di iscrizione: Come iscriversi: Durante l’iscrizione, potrai esprimere una o più preferenze relative ai corsi di studio. Una volta completata, la scelta non sarà modificabile. Chi può partecipare? Graduatoria e risultati Le prove vengono corrette in forma anonima e automatica. Al termine di ogni sessione, i candidati possono consultare il proprio punteggio e la prova sul sistema Review Online dell’Università. In caso di parità, il punteggio viene valutato in base a queste materie (in ordine decrescente): La graduatoria sarà pubblicata entro 15 giorni dalla fine della seconda sessione, e comunque non oltre il 5 maggio 2025, in forma anonima sul sito dell’ateneo. Se non ci sono posti disponibili per formare una graduatoria, la quota di iscrizione sarà rimborsata. Rette e costi Il costo annuale per il corso di Medicina è di 20.140 euro, suddiviso in tre rate: Il costo annuale per Odontoiatria è di 30.140 euro, con queste rate: Per maggiori dettagli, leggi attentamente il bando ufficiale disponibile sul sito dell’Università San Raffaele o in fondo alla pagina.
Odontoiatria vs Medicina: due facoltà a confronto
Studiare Odontoiatria e Medicina rappresenta un viaggio formativo e personale di grande impegno e soddisfazione per chiunque desideri dedicarsi alla salute e al benessere delle persone. Sebbene i due percorsi accademici condividano una solida base comune nei primi anni di studio, con materie fondamentali come biologia, chimica, anatomia, fisiologia e patologia, le loro differenze emergono gradualmente nel corso del tempo, offrendo agli studenti esperienze e competenze specifiche che li preparano a carriere professionali molto diverse. Entrambi richiedono dedizione, capacità di analisi e un profondo senso di responsabilità, ma si distinguono per il focus degli insegnamenti e l’approccio ai problemi di salute. Odontoiatria si concentra sulla salute del cavo orale, approfondendo le patologie che coinvolgono denti, gengive, mascella e l’intero sistema stomatognatico. Gli odontoiatri sono esperti nella prevenzione, diagnosi e trattamento di problematiche locali come carie, malattie parodontali, malocclusioni e traumi dentali. Durante il percorso di studi, gli studenti di Odontoiatria acquisiscono una solida preparazione teorica ma anche una significativa esperienza pratica, imparando a utilizzare strumenti tecnici come trapani, laser odontoiatrici e scanner intraorali. Le competenze manuali, unite a una conoscenza approfondita delle tecniche più moderne, permettono agli odontoiatri di eseguire procedure di alta precisione come la realizzazione di protesi, l’implantologia dentale, l’ortodonzia e interventi di chirurgia orale. Medicina, al contrario, abbraccia una visione sistemica, formando professionisti in grado di diagnosticare e trattare malattie che coinvolgono tutto l’organismo. Gli studenti di Medicina studiano discipline come farmacologia, fisiopatologia, diagnostica per immagini e clinica medica, sviluppando competenze trasversali che li preparano a lavorare in numerosi ambiti, dalla pediatria alla cardiologia, dalla medicina interna alla chirurgia. Il percorso di studi in Medicina è caratterizzato da una forte interdisciplinarità e da un focus crescente sull’uso di tecnologie avanzate per la diagnosi e il trattamento delle malattie, nonché sull’importanza di un approccio olistico al paziente. I due percorsi dopo l’Università Anche se la durata dei due corsi di laurea è simile – sei anni per entrambi – il percorso successivo alla laurea è piuttosto diverso. In Odontoiatria, i laureati possono iniziare subito a esercitare come dentisti una volta superato l’esame di abilitazione, con la possibilità di approfondire specifici ambiti attraverso master o corsi di perfezionamento, come l’ortodonzia, la chirurgia orale o la parodontologia. La carriera del medico, invece, richiede necessariamente una scuola di specializzazione, che dura dai 4 ai 6 anni, per ottenere una formazione avanzata in un’area clinica specifica, come oncologia, neurologia o anestesia. Le differenze tra Odontoiatria e Medicina non si limitano alla formazione accademica, ma si estendono anche al tipo di pazienti trattati e alle modalità di intervento. Gli odontoiatri lavorano esclusivamente nel campo della salute orale, intervenendo su problemi localizzati alla bocca con strumenti e tecniche specifiche, mentre i medici si occupano di pazienti con patologie sistemiche e lavorano in contesti che richiedono l’uso di terapie farmacologiche, interventi chirurgici complessi e approcci multidisciplinari. Inoltre, gli odontoiatri tendono a sviluppare relazioni più durature con i loro pazienti, seguendoli regolarmente per controlli e trattamenti preventivi, mentre i medici possono affrontare situazioni di emergenza o malattie acute che richiedono interventi immediati. Opportunità lavorative Dal punto di vista delle opportunità lavorative, Odontoiatria offre un percorso più lineare, con una prevalenza di liberi professionisti che operano in studi privati. Tuttavia, esistono anche possibilità nel settore pubblico e accademico, oltre che in progetti di ricerca. Medicina, invece, apre le porte a una gamma più ampia di possibilità, che includono carriere in ospedali, cliniche private, ricerca scientifica, sanità pubblica e medicina generale. Questa varietà consente ai medici di scegliere tra diverse aree di specializzazione e tipi di contesti lavorativi. La scelta tra Odontoiatria e Medicina dipende in gran parte dalle inclinazioni personali e dagli obiettivi professionali di ciascuno. Odontoiatria è ideale per chi desidera un lavoro tecnico e specializzato, focalizzato sulla precisione manuale e sulla salute orale, mentre Medicina è più adatta a chi vuole affrontare le sfide di una formazione globale e sistemica, con la possibilità di avere un impatto più ampio sulla salute dei pazienti. Entrambi i percorsi, sebbene impegnativi, offrono l’opportunità di fare la differenza nella vita delle persone, con la soddisfazione di contribuire al loro benessere e alla loro qualità di vita.
Test Medicina Cattolica 2025: tutto ciò che devi sapere
L’Università Cattolica di Roma è una delle mete più ambite per chi sogna di studiare Medicina o Odontoiatria, grazie alla qualità dei suoi corsi, al profilo internazionale e all’offerta del programma di Medicina a indirizzo tecnologico, sviluppato in collaborazione con Roma Tre. Novità del test Medicina Cattolica 2025 Date e posti disponibili Le sessioni del test si terranno dal 28 febbraio al 1 marzo 2025 per la prima sessione e dall’11 al 12 aprile per la seconda sessione. Posti disponibili Sedi del test Le prove si svolgeranno in modalità computer-based in diverse città: Bari, Cagliari, Catania/Palermo, Milano, Napoli, Reggio Calabria e Roma. L’ateneo comunicherà le convocazioni e i dettagli delle sedi qualche giorno prima delle sessioni. Procedura di iscrizione L’iscrizione avviene online sul portale dell’Università Cattolica. Puoi scegliere fino a due corsi di laurea, in ordine di preferenza. Struttura del test Il test comprende 60 domande a risposta multipla, con 5 opzioni di cui una sola corretta. Hai 60 minuti per completarlo. Distribuzione delle domande: Valutazione: Consigli per superare il test Tasse e immatricolazione Le tasse universitarie variano in base al reddito familiare, da 3.000 a 9.700 euro l’anno. Per ulteriori informazioni visita il sito dell’Ateneo!
Humanitas University: Test di Medicina in Inglese 2025
L’Humanitas University (Hunimed) ha pubblicato il bando per il test di ammissione al corso di Medicina in lingua inglese per l’anno accademico 2025/26. Di seguito trovi tutte le informazioni utili. Il test di medicina 2025 non presenta modifiche rispetto al 2024, ad eccezione del fatto che non è più aperto agli studenti del quarto anno delle superiori. Infatti, il bando pubblicato nel 2024 era valido sia per l’anno accademico 2024/25 che per il 2025/26. Come comunicato dall’ateneo, un test d’ingresso online per gli studenti del quarto anno si svolgerà a maggio 2025, con maggiori informazioni disponibili a inizio 2025. Quali sono le caratteristiche del test del 2025? Date Test Medicina Humanitas 2025 Le date ufficiali sono 5 febbraio 2025, ore 14:30 e 26 febbraio 2025, ore 14:30. Posti Disponibili Com’è strutturato il test? Il test, denominato HUMAT, si svolge in modalità home-based ed è interamente in inglese. Preparazione tecnica: installazione del plugin Proctor Exam di Google Chrome almeno 48 ore prima del test, verifica della postazione informatica per controllare video, audio e rete e identificazione e controllo dell’ambiente circostante un’ora prima della prova. Composizione del test Sottosezioni di Scientific Thinking: Regole di comportamento durante l’esecuzione del test Come ci si iscrive al test e quali sono le scadenze? L’iscrizione può essere effettuata solo online, tramite il Humanitas University Registration Portal. Scadenze: 28 gennaio 2025 (ore 18) per partecipare alla prima tornata e 18 febbraio 2025 (ore 18) per partecipare solo alla seconda tornata. Procedura di iscrizione e pagamenti Graduatoria La graduatoria si basa sul miglior punteggio conseguito. Criteri di valutazione: Punteggio massimo: 180 punti. I candidati con meno di 20 punti in una o entrambe le sezioni sono esclusi. Pubblicazione: Immatricolazione: Sono entrato. Quanto costa studiare all’Humanitas? Il costo varia in base all’ISEE familiare: All’atto dell’immatricolazione, gli studenti devono versare 5.156 euro, comprensivi di prima rata, tassa regionale e imposta di bollo. Qualche consiglio su come prepararsi al test Per saperne di più sulla facoltà di medicina Humanitas, visita il sito ufficiale della facoltà!
Tasse e università: cos’è la NO tax area?
Quanto costa studiare? Sono alte le tasse all’università? Ci sono delle borse di studio? Uno dei dubbi che sorge spesso ai maturandi o a chi si accinge a conoscere il mondo universitario è: “quanto costa frequentare l’università ? Sono in grado di sostenere una spesa del genere?” In questo articolo affronteremo tutto ciò che riguarda le tasse degli atenei pubblici. Le università pubbliche presentano delle tasse unificate a livello nazionale e, come è ben risaputo, inferiori rispetto agli importi delle tasse negli atenei privati. Ma andiamo al dunque: costa davvero così tanto studiare o è un’idea ormai radicata nella mentalità del popolo? Sicuramente riuscirsi a mantenere all’università non è una passeggiata, soprattutto se si è fuorisede, ma lo Stato qualche anno fa ci è venuto incontro con l’introduzione della NO tax area, inoltre vari enti regionali e nazionali mettono a concorso diverse borse di studio, che possono consistere in supporti economici o in alloggi convenzionati. Quello che cerchiamo di fare oggi in questo articolo è capire cosa sia la NO tax area e come la sua introduzione ha reso l’Università accessibile a più ragazzi. La NO tax area è stata introdotta a partire dal 2017 e permette a chi ha un ISEE sotto i 13.000 € di non pagare l’iscrizione all’Università. Un’altra fascia di protezione riguarda chi ha un ISEE compreso tra i 13.000 € e i 30.000 €: gli appartenenti a questa fascia di ISEE dovranno pagare un importo non superiore al 7% dell’eccedente i 13.000 euro. Non rientrano quindi nella NO tax area, ma hanno comunque fortissime agevolazioni per l’iscrizione all’università. Per l’assegnazione di borse di studio e alloggi oltre all’ISEE si tiene conto di criteri meritocratici (media, CFU conseguiti nell’Anno Accademico, ecc.). Molte borse di studio vengono messe a disposizione dagli enti regionali per il diritto allo studio e quindi i parametri cambiano da regione a regione o addirittura da ateneo ad ateneo. Ovviamente le tasse d’iscrizione non sono l’unico costo che dovrà sostenere chi desidera frequentare l’università, sia per medicina che per qualsiasi altra facoltà ci sono infatti costi ulteriori per i libri, per le fotocopie o per l’affitto se si è fuorisede, ma tutti questi costi supplementari cercheremo di trattarli in un nuovo articolo di Logica Test. Altre informazioni sulla NO tax area e sulle tasse d’iscrizione è possibile trovarle consultando la sezione dedicata del sito ministeriale. Sempre di più negli ultimi decenni si vede l’università come un investimento della collettività sulle future generazioni, per questa ragione negli ultimi anni sono state istituite diverse misure che rendono sempre più accessibile il mondo universitario.
Liceo vs università: le 5 maggiori differenze
Per molti studenti l’ università è il naturale proseguimento del proprio cammino formativo e rappresenta spesso un salto nel vuoto. Le differenze sono davvero tante ed in questo articolo andremo a scoprire le più importanti in modo da poterle affrontare al meglio. AUTONOMIA A differenza della scuola dove le interrogazioni ed i compiti in classe sono all’ordine del giorno, all’università le date di esame saranno ben definite e calendarizzate. Se questo da un lato è un vantaggio per lo studente che può prepararsi secondo il proprio programma di studio, dall’altro impone allo studente stesso un’organizzazione ed una maturità di molto superiori. Soprattutto nei primi periodi è consigliabile frequentare tutte le lezioni, tenere il ritmo con gli esami e magari studiare in gruppo, proprio per evitare che la troppa libertà possa trasformarsi in una trappola. LEZIONI Le università solitamente alternano periodi di lezioni (con frequenza obbligatoria o meno in base alla facoltà) a sessioni di esami. Questa distinzione fa si che anche la routine dello studente sia spesso soggetta a importanti cambiamenti durante il corso dell’anno. TEMPO LIBERO Questo terzo punto è strettamente legato ai primi due. Uno studente ben organizzato potrà cercare di far conciliare al meglio i suoi piaceri con i suoi doveri. Lo sport, lo svago, le uscite con gli amici e le sarate in birreria sono momenti importanti che rimarranno nella memoria di ogni studente ma… Occhio a non ridursi all’ultimo con lo studio pensando che l’esame sia ancora lontano! ESAMI Arriviamo ai fatidici esami. La differenza principale in questo ambito riguarda il fatto che gli esami sono spesso 2 o 3 per sessione e quindi anche le “opportunità” di riuscita sono limitate. Cercate di arrivare pronti al giorno dell’esame dunque, perché a differenza della scuola non potrete cercare di recuperare il giorno dopo. Il consiglio è quello di stabilire una tabella di marcia, iniziare la preparazione con largo anticipo e calibrare bene il numero di pagine da studiare ogni singolo giorno. INDIPENDENZA Per ultimo parliamo dell’indipendenza che ti dà l’università. Non ci sono più incontri scuola famiglia, non c’è più il rapporto con il professore che si può avere in una classe delle superiori. Sei “lasciato al tuo destino” nel bene o nel male. Ed oltre alla vita interna all’università, spesso c’è un contorno di vita universitaria fatta di indipendenza ed autonomia, molti ragazzi escono di casa per la prima volta e condividono appartamenti con studenti di altre regioni, con altre abitudini e con altri stili di vita: la crescita a 360 gradi è assicurata! Alla luce di tutto ciò non ci si deve scoraggiare, ma piuttosto trarre da questo periodo tutti gli insegnamenti che possono arrivarci per poterne godere in futuro.
Quesiti di logica: l’importanza dei dati
Ogni giorno una persona si sveglia e mi chiede il trucco universale per risolvere i quesiti di logica: sembrano davvero la parte più difficile del test di medicina e purtroppo non esistono trucchi o trucchetti, solo con l’allenamento e la strategia possono essere risolti i quesiti di logica. Di sicuro una delle strategie vincenti è l’ordine. Quella che i fotografi chiamerebbero “pulizia formale”. Conviene rispolverare i quaderni di prima e seconda elementare quando il maestro di matematica ci faceva scrivere prima il testo del problema, poi i dati, poi il disegno e poi tutto il resto… Sembra una cavolata, ma facendo molte lezioni private in questo periodo mi sono reso conto che scrivere i dati in maniera chiara può aiutare nella risoluzione di molti quesiti. Tenendoli in mente questi si confondono e si mischiano ai nostri ragionamenti, avendoli scritti invece possiamo sempre ritrovarli in qualsiasi momento. Spesso e volentieri i problemi nei quesiti di logica iniziano con la confusione: si legge il testo, si iniziano i ragionamenti, qualche conto scarabocchiato nel foglio e poi arriva la confusione. I conti ed i dati s’intrecciano e si parte con un viaggio mentale attorno al mondo, quando ci fermiamo non sappiamo più a che punto siamo. Scrivere i dati chiaramente ci aiuta a visualizzare le parti importanti del quesito, ogni volta che facciamo un conto cerchiamo di segnare perché lo abbiamo fatto o almeno che cosa ci indica il risultato, sono dei piccoli trucchi che ci aiutano. In questo modo se abbiamo fatto un errore possiamo tornare al passaggio precedente e non è necessario cominciare da capo o perdere tempo per capire quale fosse l’ultimo passaggio corretto. Come dicevo, me ne sono reso conto con le lezioni private perché proponevo un quesito, l’inizio era buono, ma poi nei ragionamenti ci si perdeva e la tecnica di segnare i dati aiuta in molti di questi casi. Provate e poi fatemi sapere se questo piccolo consiglio vi aiuta in qualche modo!
Test di medicina: argomenti più frequenti di biologia e chimica
Anche voi, davanti a decine di argomenti e centinaia di pagine da studiare per il test, avete provato sconforto e paura? Tutto nella norma, ma la cosa importante è sapersi organizzare (vi ricordo il nostro articolo sulla “giornata tipo” in preparazione al test): per far ciò vi diamo una mano noi indicandovi su quali argomenti dovrete concentrarvi maggiormente! Prima di iniziare la preparazione al test di medicina è fondamentale leggere il decreto ministeriale del MIUR che ogni anno viene pubblicato per definire le modalità delle prove di ammissione. Esso contiene anche il programma delle varie materie su cui verteranno le domande a risposta multipla.Leggere il programma di ogni materia è fondamentale! Questi programmi sono molto ampi, soprattutto quello di biologia, quindi abbiamo considerato i test svolti negli ultimi tre anni (2017, 2018, 2019) per scoprire le tipologie di domande più ricorrenti. Nella sezione di biologia le categorie di domande più comuni sono quelle che riguardano la cellula, anatomia e istologia. La prima categoria comprende domande sulla struttura cellulare, differenze fra eucarioti o procarioti e organuli. Negli ultimi due anni ben 4 domande su 18 riguardavano questi argomenti. Anatomia e istologia è una categoria molto ampia, le cui domande spaziano dalle caratteristiche dei vari tessuti ai nomi di organi, ossa e muscoli. Nel 2019 erano 4 le domande che appartenevano a questa categoria, mentre nel 2017 addirittura 6. Un altro argomento importante è la genetica, nel 2017 e nel 2018 le domane erano solo 2 ma nel 2019 sono diventate ben 4. Si può stare certi che almeno una domanda sull’ereditarietà delle malattie o sulla trasmissione dei caratteri sarà presente! Per quanto riguarda gli altri argomenti quali: metabolismo cellulare (glicolisi, ciclo di Krebs), ciclo cellulare (meiosi e mitosi) e DNA/RNA (duplicazione, replicazione e traduzione) generalmente le domande sono 1 o 2 per categoria. Nel 2019 e 2018 è comparsa anche una domanda sulle biotecnologie e le tecniche per studiare il DNA, attenti perché spesso questo argomento viene sottovalutato. Le domande di chimica sono distribuite nelle varie categorie con una maggiore concentrazione di quelle che riguardano reazioni chimiche e stechiometria. Esse trattano di massa atomica e molecolare, numero di Avogradro, mole, calcoli stechiometrci, bilanciamenti. Negli anni passati generalmente queste domande erano 3 o 4 su 12 totali di Chimica, quindi un terzo. Esercitarsi su tali domande è importante! Se volessimo vincere una scommessa dovremmo puntare su acidi, basi e PH, ad ogni test infatti non mancano mai un paio di domande su questi argomenti e almeno un’altra riguarda le reazioni di ossidoriduzione! Un argomento ostico è la chimica organica, perché molto ampia, piena di nomi e strutture da ricordare. Nel 2019 vi era un’unica domanda, mentre nei due anni precedenti le domande erano 2. Ma non fatevi spaventare, è un argomento che si affronta durante il quinto superiore, studiatela bene durante l’anno e ve la ricorderete senza problemi questa estate. A proposito di chimica: imparare a memoria la tavola periodica, può tornarti molto utile al test! Secondo le percentuali riportate da Alphatest le domande di anatomia sono il 32% del totale, mentre quelle di biologia cellulare sono il 24%, come scritto sopra esse sono le categorie più rappresentate. Mentre quelle meno frequenti sono la classificazione dei viventi e la cultura medica con un 2% del totale. Nella chimica le domande sulla struttura dell’atomo e legami chimici sono un 28% del totale, seguono chimica organica con 14% e acidi basi con 12%. Nel migliore dei mondi possibili (di che filosofo è la citazione? Chissà che non esca in cultura generale…) si dovrebbe sapere tutto il programma, di tutte le materie, ma è davvero molto difficile assimilare una mole così grande di informazioni. Non fatevi cogliere impreparati, cercate di concentrarvi sugli argomenti sopracitati perché sono quelli su cui sicuramente ci saranno delle domande!
Manuali per il test: fanno la differenza?
Un’indagine doxa (ente italiano specializzato in analisi e ricerche di mercato) del 2018 ha rivelato che l’85% dei vincitori del concorso di medicina e chirurgia si prepara al test di medicina mediante costosi manuali di preparazione, improntati ad uno studio sintetico e mirato delle quattro discipline fondanti della prova di ammissione (logica, biologia, chimica e matematica/fisica). E’ sicuramente un dato notevole, discusso ampiamente da numerose testate giornalistiche, il quale risulta però essere tanto incoraggiante quanto fuorviante. In molti casi, riprendendo quanto detto da Chris Murray in uno dei sue testi più celebri, le parole ”vendere” e “influenzare” sono completamente intercambiabili. Di fatti, l’indagine sopracitata viene spesso troncata sul più bello: di quell’85% dei vincitori preparati su onerosi manuali, circa il 100% ha iniziato a studiare con almeno un anno di anticipo.Cosa significa questo? Semplice. A fare la differenza non è il tomo su cui si studia o la marca dello zaino che viene regalato se si preordina il “kit studente medicina”, ma lo studio in sé: la modalità e il tempo impiegato. Discorso a parte deve essere fatto per i corsi di allenamento dove è presente un docente, con quest’ultimo si intende una persona preparata nel suo ambito che segue realmente una classe di ragazzi, non commercialate dove 100 aspiranti matricole spendono quattro ore al giorno a visionare slide facilmente consultabili dal caldo divano di casa. Uno studente che svolge con attenzione 150 quesiti di chimica al giorno per sei mesi può tranquillamente prepararsi sui libri di testo delle superiori o su dispense online gratuite, non è certo necessaria una spesa che superi le tre cifre. Sono circa sessantamila gli studenti italiani che ogni anno tentano il concorso indetto dal ministero della pubblica istruzione: è semplice ipotizzare il perché di questa crociata pubblicitaria. Affermare che un manuale non assicuri l’ingresso all’università non vuole certo essere un tentativo di terrorismo psicologico, al contrario. Bisogna assolutamente prendere come falsi i pregiudizi del tipo “sono necessarie perlomeno dieci ore di studio quotidiano”, “chi ha preso 100 alla maturità è in una botte di ferro” oppure “al primo anno va fatta per forza biologia”. A settembre su quei banchi a fare la differenza è solo l’allenamento, inteso in termini quantitativi e, per la maggiore, qualitativi. Bisogna sfatare il mito di poter “comprare” o “assicurarsi” la vincita del concorso: se il “Non il genio, non il talento: nulla al mondo può prendere il posto della perseveranza” di Calvin Coolidge è vero, come si può pensare che una banconota possa sostituire i pomeriggi spesi in biblioteca?. Se pensi che questo articolo possa essere utile a studenti volenterosi che, come te, sono immersi nello studio per il test condividi l’articolo sui tuoi social! Alla prossima!
Test di medicina: meno teoria, più pratica!
Prima regola da fissare nella mente quando si comincia la preparazione al test di medicina: la teoria è fondamentale per porre le basi della preparazione, ma ciò che fa la differenza è quanto ci si allena nella tipologia di domande a risposta multipla.Se non hai ancora letto il nostro articolo sulla giornata tipo in preparazione al test di medicina dagli un’occhiata per capire come pianificare il tuo studio. Ma come organizzare la pratica per il test di medicina? Ragionando a lungo termine è importante la quantità. Tra uno studente che ha svolto mille quiz e uno che ne ha fatti trecento, il primo sarà più abituato e avrà visto un numero maggiore di tipologie. Ma a parità di quantità ciò che fa la differenza, come in tutto, è la qualità. Per alzare la qualità è fondamentale utilizzare il metodo giusto, per ottimizzare tempo ed energie. Il numero perfetto di questo metodo è venti. Fate 20 quesiti e correggeteli subito, dopo tre o quattro blocchi da 20 quesiti concedetevi una pausa per ricaricare le energie. Vi starete chiedendo, “perché solo 20 alla volta, sono pochissimi”. La motivazione é semplice: mentre facciamo i quesiti, come in qualsiasi attività, la nostra concentrazione non é costante nel tempo.Essa ha dei picchi in cui è massima e dei momenti in cui scende notevolmente. All’inizio la concentrazione è alta perché siamo motivati, ma procedendo essa cala fisiologicamente, per poi rialzarsi quando ci accorgiamo di stare per tagliare la linea del traguardo. Se questo andamento viene distribuito su blocchi di 300 o addirittura 400 quiz a risposta multipla, la fase iniziale di concentrazione e motivazione sarà molto breve perché vediamo davanti a noi una grande montagna da scalare. Inoltre, la parentesi di down sarà molto ampia e si estenderà su cento o addirittura duecento quesiti che non vengono svolti al top della concentrazione. Se invece si utilizza il metodo dei 20 quesiti si restringe notevolmente la fase centrale di calo, essa occuperà solo poche domande e subito dopo seguirà la fase di entusiasmo per avere quasi finito il blocco di domande. Per completare il metodo è fondamentale la correzione appena si finiscono i singoli blocchi, correggendo si é stimolati a migliorarsi. Ciò prepara la mente al blocco successivo da affrontare. Ricordiamoci sempre che la concentrazione non dipende solo dalla nostra mente ma influiscono notevolmente le distrazioni esterne. Spegnete il telefono, la televisione o la musica! Utilizzateli, invece, nelle pause dopo tre o quattro blocchi di domande. Se il metodo ti è risultato utile condividilo con i tuoi amici che si stanno preparando al test di medicina.